La mozione di Meloni sul riconoscimento condizionato della Palestina provoca divisioni in Parlamento

24.09.2025 18:25
La mozione di Meloni sul riconoscimento condizionato della Palestina provoca divisioni in Parlamento

Il riconoscimento dello Stato di Palestina, annunciato ieri dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni da New York, ha sollevato molteplici reazioni tra i partiti di opposizione. Meloni ha vincolato la proposta a due condizioni precise: la liberazione degli ostaggi israeliani da parte di Hamas e l’esclusione del gruppo dal governo della Striscia di Gaza. Il testo della mozione non è ancora stato depositato e non si sa quando sarà discusso in Aula, riporta Attuale.

La cautela del Pd, ma le condizioni di Meloni «non hanno senso»

All’interno del Partito Democratico, i membri si mostrano cauti. Molti ritengono prematuro esprimere un’opinione sul voto. Tuttavia, Chiara Braga, capogruppo alla Camera del Pd, dichiara: «Riconoscere lo Stato di Palestina è un atto politico di forte impatto, che può contribuire a un passo avanti per la soluzione dei due popoli, due Stati». Braga critica le condizioni imposte da Meloni, affermando che «sottostare la decisione a delle condizioni, come vuole fare Meloni, non ha senso», sottolineando la necessità di agire senza usare la politica estera per motivi propagandistici.

Per Avs è già un “no”: mancano le sanzioni ad Israele

Il leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, ha espresso una posizione chiara: «Per noi è un no». Bonelli sostiene la necessità di riconoscere lo Stato di Palestina e propone che il riconoscimento avvenga in riferimento all’Autorità Nazionale Palestinese. Critica anche l’assenza di sanzioni contro Israele nella proposta di Meloni.

Il M5s per il no «va riconosciuto a prescindere da Hamas»

Il Movimento 5 Stelle non ha ancora definito ufficialmente la propria posizione sulla mozione di Meloni, ma le discussioni in aula rivelano un certo scetticismo. Riccardo Ricciardi del M5S afferma che «il popolo palestinese va riconosciuto a prescindere dalle azioni di un’organizzazione terroristica» e critica Meloni per il suo approccio, considerandolo un tentativo di sfruttare la questione per fini politici.

Per +Europa, una tattica in vista delle elezioni regionali

Riccardo Magi, leader di +Europa, definisce l’iniziativa di Meloni «un gioco di prestigio ad uso di politica interna», suggerendo che la proposta sia più motivata da considerazioni elettorali in vista delle elezioni regionali che da convinzioni politiche genuine.

Azione: «Un modo furbo per dire no al riconoscimento»

Carlo Calenda, leader di Azione, analizza con attenzione la proposta di Meloni, sottolineando che le sue condizioni sono in contraddizione: «Un modo furbo di dire no al riconoscimento della Palestina». Calenda osserva che è improbabile che Hamas rilasci gli ostaggi in cambio di riconoscimento.

Italia Viva, non si posiziona

Il partito di Matteo Renzi si mantiene neutro, affermando che senza un testo ufficiale sarà difficile prendere una posizione.

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