La mummia di Lenin crea tensioni tra Putin e la Chiesa ortodossa

25.07.2025 23:55
La mummia di Lenin crea tensioni tra Putin e la Chiesa ortodossa

DAL NOSTRO INVIATO
MOSCA – «La mummia», questo è il titolo del film. E rappresenta una chiara affermazione delle intenzioni. Perché mai nessuno aveva osato definire così il corpo imbalsamato di Lenin, situato nel mausoleo della Piazza Rossa, nel centro della capitale. Nonostante le loro differenze, sembra che la politicizzata Chiesa ortodossa russa e il partito comunista, rinato dopo il crollo, stiano convergendo al servizio del potere attuale sotto il vessillo del patriottismo-nazionalismo e della protezione dei valori tradizionali, riporta Attuale.

La campagna

In questo contesto, la storia continua a covare sotto la cenere. Recentemente, il 26 giugno, il canale televisivo Spas, considerato la voce della Chiesa ortodossa russa, ha trasmesso un documentario sul mausoleo di Lenin. Il film sostiene la necessità di dare una sepoltura adeguata al padre della rivoluzione. Questa posizione è supportata dalla direzione del Patriarcato, che sta conducendo un’intensa campagna per la chiusura del mausoleo, paragonato alle ziggurat pagane, mentre l’imbalsamazione viene accostata a pratiche occulte. Lenin è descritto come «il distruttore della Russia anteguerra» e «un fanatico senza pari», rendendo la rimozione della sua «mummia» dalla Piazza Rossa un obiettivo prioritario.

Non si tratta di una semplice provocazione. Un rinnovato anti-leninismo sembra essere la posizione ufficiale della Chiesa ortodossa russa. Il film è stato realizzato con il consenso del patriarca Kirill e viene proiettato nel monastero di Santa Trinità a Sergiev Posad, residenza ufficiale del patriarca. La campagna pubblicitaria ha superato gli altri progetti del canale, con reazioni positive da parte dei fedeli diffuse attraverso i social network. «Perché questo corpo pesa ancora sul nostro Paese?» chiede il regista Boris Korchevnikov. «Non è vero che un’idea così pagana rappresenti la volontà del popolo russo. La parte migliore della Russia, devota e patriottica, chiede la sua rimozione». Anche diversi alti prelati hanno commentato il film ritenendolo «un documentario esistenziale, capace di sciogliere l’incantesimo che tiene la Santa Russia prigioniera del folle sogno bolscevico».

La revisione

L’attacco alla figura di Lenin non è rimasto senza reazione. La presidente della Commissione della Duma, Nina Ostanina, ha condiviso una foto che sovrappone il logo di Spas al simbolo delle SS naziste, suggerendo un complotto occidentale. «C’è un tentativo di distruggere l’unità dei patrioti russi, sostenuto da forze esterne», ha affermato. Il partito comunista ha denunciato un mostruoso sabotaggio ideologico volto a minare gli sforzi per la riconciliazione storica e la preservazione dell’unità russa. Zakhar Prilepin, scrittore e deputato, avverte che questo è solo l’inizio della rimozione del patrimonio sovietico, ipotizzando che la prossima mossa sarà contro il concetto di giustizia sociale russa.

Davvero, non è la prima volta che viene proposta la chiusura del mausoleo, ma mai prima d’ora tale proposta era stata così fortemente sostenuta, accompagnata dalla legittimazione ecclesiastica che ha generato un acceso dibattito pubblico. La verità è che a Vladimir Putin l’idea non dispiacerebbe affatto. Mentre la figura di Stalin viene riabilitata, il centenario della morte di Lenin è passato silenziosamente. Nell’ultimo anno, il presidente ha dichiarato che il tema è molto delicato: «Un giorno forse saremo pronti a seppellire Lenin, ma non ora, per evitare divisioni nella società». La Chiesa ortodossa, però, afferma che quel momento è giunto, soprattutto in considerazione del suo supporto incondizionato alla guerra in Ucraina, il che alimenta il sospetto che si voglia concludere con «la mummia», ottenendo così un guadagno simbolico e di valore inestimabile.

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