Il giornalista del Tg2, Andrea Romoli, è finito al centro di una polemica dopo che alcuni membri dell’opposizione hanno scambiato una spilla sul suo bavero per un simbolo nazifascista. La spilla, in realtà un’onorificenza militare, ha suscitato forti reazioni, portando i capigruppo dei partiti di opposizione, tra cui Stefano Graziano (Pd) e Dario Carotenuto (M5s), a chiedere chiarimenti immediati ai vertici Rai. L’opinione pubblica si è mobilitata attorno a questa questione, con le critiche rivolte verso un presunto uso inappropriato del simbolo, una situazione che ha suscitato intense discussioni, riporta Attuale.
La nota congiunta di Pd, M5s, Italia Viva e Avs contro la presunta croce celtica
In una nota ufficiale, i capigruppo dei partiti di opposizione hanno dichiarato: «Una croce celtica, simbolo del nazifascismo al Tg2. La sfoggia il giornalista Andrea Romoli, figlio dell’ex sindaco di Gorizia Ettore Romoli (Forza Italia). È inaccettabile che un giornalista che dovrebbe essere garante dell’informazione democratica sfoggi in pompa magna una spilla simbolo del nazifascismo». Queste affermazioni hanno accentuato l’attenzione mediatica sulla figura di Romoli, alimentando ulteriormente il dibattito pubblico.
Il Cdr del Tg2 costretto a chiarire: «È un encomio solenne dell’Esercito»
In risposta alle polemiche, il Comitato di Redazione del Tg2 ha chiarito che la spilla indossata da Romoli non ha significato politico, bensì rappresenta un’onorificenza militare. Questo riconoscimento è stato conferito al giornalista per il suo contributo durante l’emergenza Covid-19, quando ha operato come capitano della Riserva Selezionata dell’Esercito. La redazione ha altresì precisato che Romoli si riserva il diritto di intraprendere azioni legali per tutelare la propria reputazione.
Come Romoli ha ottenuto l’onorificenza militare durante il Covid
L’onorificenza risale al 2021, quando Romoli, richiamato in servizio, ha prestato servizio come addetto stampa presso l’ospedale da campo di Cosenza. Nella motivazione per il conferimento dell’encomio, le Forze Operative Terrestri di Supporto hanno elogiato l’ufficiale per il suo «altissimo e incondizionato senso del dovere». Forza Italia ha espresso solidarietà al giornalista, definendo l’attacco ricevuto come «vergognoso, scomposto e ingiustificato», e ha chiesto pubbliche scuse ai capigruppo coinvolti.
Unirai difende il collega del Tg2: «Bastava una ricerca su Google»
Anche il sindacato Unirai ha preso posizione, denunciando l’accaduto come l’ennesima «fake news contro la Rai». Pur ammettendo che simboli e marchi non dovrebbero essere esibiti in video, il sindacato ha sottolineato che la spilla rappresenta «un alto riconoscimento militare». La conclusione della nota è stata una critica diretta ai parlamentari: «Stupisce che alti rappresentanti delle istituzioni, prima di lanciarsi in iperboli interpretative, non abbiano verificato almeno su Google» la natura di quel distintivo.
Ma dai, davvero stiamo discutendo di una spilla? È assurdo! I politici dovrebbero concentrarsi su questioni più importanti invece di attaccare un giornalista per un simbolo che non conoscono bene. Sembra che tutti cerchino un pretesto per fare polemica… triste!