La procura di Istanbul indaga sulla band femminile Manifest per presunti atti immorali durante un concerto

27.10.2025 15:15
La procura di Istanbul indaga sulla band femminile Manifest per presunti atti immorali durante un concerto

Inchiesta contro la band pop turca Manifest per “esibizionismo”

La procura di Istanbul ha avviato un’inchiesta contro le Manifest, una band pop turca composta da sei ragazze, accusandole di «esibizionismo» e «atti indecenti e immorali» dopo un concerto tenuto il 6 settembre nella città. Le autorità hanno richiesto pene che vanno da sei mesi a un anno di carcere, costringendo le componenti del gruppo a consegnare i passaporti e impedendo loro di lasciare il paese, riporta Attuale.

Le Manifest sono emerse sulla scena musicale turca all’inizio del 2025, guadagnando notorietà dopo la vittoria nel talent show Big5 Türkiye, trasmesso su YouTube con l’obiettivo di formare una band femminile pop. Il loro stile, caratterizzato da canzoni leggere e coreografie elaborate, le rende un gruppo relativamente unico nel contesto della musica pop turca contemporanea.

I loro testi, sebbene non siano politici, parlano di relazioni e dell’accettazione di sé, trasmettendo valori di solidarietà femminile e libertà, particolarmente significativi per i giovani. La giornalista Eda Uysen ha sottolineato che «un gruppo come le Manifest mancava da decenni» nella scena musicale turca.

Una delle canzoni più celebri, Zamansızdık, tratta della fine di una relazione e del ritrovare la forza di andare avanti. Sebbene le ragazze indossino spesso abiti succinti, questo non era mai stato un problema significativo fino a questo concerto, che era stato etichettato come «vietato ai minori di 18 anni» e presentato con un’immagine più audace rispetto al consueto.

Le accuse nei confronti delle Manifest sono sopraggiunte anche in un contesto di crescente repressione nei confronti della libertà artistica in Turchia. Durante il concerto, non si sono verificati incidenti particolari, ma alcuni elementi delle loro coreografie e canzoni sono stati recentemente utilizzati per esprimere critiche contro il governo. È emerso che il coro di una loro canzone, Arıyo, è stato usato da sostenitori per scandire le parole «Hak hukuk adalet» (diritto, legge e giustizia).

Il clima repressivo in Turchia si è intensificato sotto il governo di Recep Tayyip Erdoğan, dove artisti e attivisti sono stati presi di mira per opinioni considerate ostili. Recentemente, anche il cantante pop queer Mabel Matiz è stato arrestato per contenuti ritenuti osceni e rischia fino a tre anni di carcere. Questo clima di intimidazione si riflette anche nella cancellazione di eventi culturali, come un festival musicale a Bursa, a causa di imposizioni locali.

La repressione del dissenso politico rimane un problema significativo, con centinaia di membri del Partito popolare repubblicano (CHP) arrestati nell’ultimo anno. Tra loro si trova Ekrem Imamoğlu, ex sindaco di Istanbul, la cui detenzione è stata interpretata come un tentativo di ostacolarlo nelle prossime elezioni presidenziali, previste per il 2028.

1 Comment

  1. Ma dai, si sta esagerando! La musica dovrebbe essere un mezzo di espressione e queste ragazze hanno solo cercato di divertirsi. È allucinante che in Turchia si perseguiti l’arte in questo modo, come ai tempi più bui. Cosa succederà adesso? Non sono solo canzoni, ma messaggi di libertà!

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