Proteste in Iran: oltre cento morti durante la repressione del regime
Tra sabato e domenica, i manifestanti in Iran hanno continuato le loro proteste contro il regime per la terza notte consecutiva, nonostante l’intensificarsi della repressione governativa. Secondo alcune organizzazioni non governative di attivisti, il numero delle vittime potrebbe ormai superare le cento persone, riporta Attuale.
Come nei giorni precedenti, l’accesso a Internet in Iran è bloccato, e le informazioni sulle manifestazioni provengono principalmente dai video e dalle notizie che i manifestanti riescono a far circolare eludendo le restrizioni. Le riprese mostrano la partecipazione massiccia alle proteste, sia nella capitale Teheran che in altre aree del paese. Tuttavia, la repressione da parte delle forze di sicurezza sta diventando sempre più violenta. Sabato, l’esercito iraniano ha dichiarato di essere pronto a intervenire contro i manifestanti per “sventare i piani del nemico”.
Le testimonianze che emergono dall’Iran raccontano di uccisioni indiscriminate durante le manifestazioni, con le forze di sicurezza che sparano a livello della folla e cecchini che prendono di mira i manifestanti. Il New York Times ha autenticato un video in cui si vedono membri delle forze di sicurezza aprire il fuoco contro i dimostranti a Zahedan, nell’est del paese.
Un altro video, girato a Mashhad, mostra i manifestanti in fuga mentre le autorità sparano loro contro da un ponte pedonale. Le immagini dagli ospedali rivelano anche decine di corpi di manifestanti uccisi. A causa della mancanza di connessione a Internet, risulta complicato ottenere un bilancio preciso delle vittime o dei feriti. Secondo l’agenzia Human Rights Activists News Agency (HRANA), operante all’estero, le vittime sarebbero 116, con oltre 2.600 persone arrestate.
Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha nuovamente minacciato l’Iran attraverso un post sui social media Truth, affermando che “l’Iran desidera la LIBERTÀ come mai prima d’ora. Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare”. È emerso che nei giorni scorsi i consiglieri militari di Trump avrebbero presentato diverse opzioni su possibili obiettivi da colpire in Iran, sebbene non sia stata ancora presa una decisione al riguardo.