Roma, 31 marzo 2026 – Sarebbe stata la ricina, una potente tossina contenuta nei semi della pianta di ricino (Ricinus communis), a causare la morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, smontando la precedente tesi per cui mamma e figlia sarebbero decedute a causa di un’intossicazione alimentare lo scorso Natale, riporta Attuale.
Cos’è la ricina e come si somministra
La ricina diventa letale se ingerita, inalata o iniettata. Tre quindi le possibili modalità di somministrazione su cui dovranno fare luce gli inquirenti che indagano sul duplice omicidio, dopo aver aperto un nuovo fascicolo d’inchiesta, al momento contro ignoti.
Come la ricina diventa mortale
Questa citotossina naturale blocca la sintesi proteica cellulare con sintomi gravi come vomito, diarrea, convulsioni e insufficienza d’organo, spesso letali entro 3-5 giorni. L’avvelenamento infatti progredisce fino a far collassare diversi organi e a causare il decesso.
La pianta del ricino cresce anche spontanea in molte aree del mondo ed è coltivata per l’olio che si ricava dai suoi semi a forma di fagiolo. Mentre i semi sono velenosi, l’olio di ricino ha diverse proprietà antibatteriche, antifungine e antiossidanti, oltre che essere un potente lassativo.
L’olio non è tossico perché la ricina è idrosolubile e rimane nel materiale di scarto dopo la spremitura. La pericolosità massima della ricina si ha se viene iniettata: la morte è molto rapida. Anche se viene inalata, la pericolosità è molto alta perché il veleno causa difficoltà respiratoria, febbre ed edemi polmonari. Quando invece viene ingerita, la tossina provoca vomito, diarrea, grave disidratazione e insufficienza renale. La morte si verifica in genere entro 3-5 giorni, come accaduto ad Antonella e Sara. Non esiste un antidoto specifico.
Cosa c’entra Breaking Bad
La ricina compare in diverse serie televisive, per esempio Breaking Bad. Il chimico protagonista della famosissima serie la sintetizza e la conserva in una capsula nascosta.
Le domande ancora senza risposta
Le indagini condotte da Marco Graziano, capo della Mobile, devono ora rispondere a domande cruciali: chi ha procurato la ricina e come è stata somministrata alle due vittime?
Il 23 dicembre, Antonella, Sara e il papà Gianni Vita iniziano a sentirsi male dopo aver cenato; a quella cena non è presente la figlia maggiore, a casa di amici. Dopo diversi accessi al pronto soccorso, mamma e figlia muoiono in ospedale a Campobasso qualche giorno dopo dopo grandi sofferenze. Il papà, dopo un periodo in Rianimazione, è stato dimesso e ora vive con la figlia in un’abitazione a Pietracatella, non nella casa di famiglia che è ancora sotto sequestro.