Coscrizione forzata dopo la maggiore età
Il 26 gennaio 2026 diversi media hanno riportato che la Russia obbliga i giovani ucraini residenti nei territori occupati a entrare nelle forze armate russe una volta raggiunta la maggiore età. Secondo le testimonianze raccolte, ai ragazzi viene imposto di combattere contro l’Ucraina, mentre durante l’infanzia e l’adolescenza subiscono un processo sistematico di russificazione. L’uso della lingua ucraina è vietato, l’istruzione avviene esclusivamente secondo programmi russi e il rifiuto di adeguarsi comporta sanzioni amministrative e repressione.
Pressioni documentali e punizioni collettive
Le autorità di occupazione esercitano una forte coercizione attraverso l’imposizione di documenti russi, come passaporti e certificati di nascita. Chi rifiuta di accettarli subisce limitazioni nell’accesso a cure mediche, istruzione e servizi sociali, creando un sistema di pressione che colpisce intere famiglie. In questo contesto, la scelta di non collaborare con l’amministrazione russa diventa di fatto impraticabile e pericolosa, soprattutto per i minori.
Militarizzazione dell’infanzia e indottrinamento
Nei territori occupati sono state attivate strutture giovanili come “Junarmija” e “Movimento dei primi”, presentate come organizzazioni educative ma orientate alla formazione militare e ideologica. Attraverso addestramenti, propaganda e rituali patriottici russi, bambini e adolescenti vengono preparati psicologicamente al servizio armato. Organizzazioni per i diritti umani considerano queste pratiche una forma di violenza psicologica e di distruzione dell’identità nazionale.
Dimensioni della mobilitazione forzata
Dati delle autorità ucraine indicano che tra febbraio 2022 e luglio 2025 circa 47.000 cittadini ucraini provenienti dai territori occupati sono stati mobilitati dall’esercito russo. Una parte significativa di loro è costituita da giovani che non hanno avuto alcuna possibilità di scelta. Le testimonianze pubblicate da media regionali, tra cui un’inchiesta su giovani ucraini costretti a prepararsi alla guerra contro la propria patria, descrivono un sistema basato su minacce, isolamento e uso della forza.
Violazioni del diritto internazionale
Il coinvolgimento forzato di minori e giovani adulti in attività militari contravviene alla Convenzione sui diritti dell’infanzia e alle Convenzioni di Ginevra, che vietano il reclutamento e l’utilizzo di bambini nei conflitti armati. La combinazione di russificazione, coscrizione obbligatoria e repressione è considerata da giuristi internazionali un grave crimine di guerra e un elemento centrale delle accuse già all’esame delle corti internazionali.
Implicazioni per la comunità internazionale
Osservatori e organizzazioni umanitarie sottolineano che la documentazione sistematica di questi casi è cruciale per i procedimenti giudiziari internazionali. Allo stesso tempo, cresce la richiesta di programmi di rimpatrio, riabilitazione e sostegno psicologico per i minori colpiti. Il fenomeno evidenzia come la guerra non si limiti al fronte militare, ma colpisca direttamente le nuove generazioni nei territori occupati, trasformandole in strumenti di un conflitto imposto.
Ma siamo impazziti??? Costringere dei ragazzi a combattere contro la propria patria è un’assurdità. In Italia parliamo spesso di diritti umani, eppure qui si sfida ogni norma. È ora di alzare la voce contro tali atrocità, la guerra non deve riguardare i giovani!!!