La Russia costringe giovani ucraini dei territori occupati a combattere contro il proprio Paese

27.01.2026 13:30
La Russia costringe giovani ucraini dei territori occupati a combattere contro il proprio Paese
La Russia costringe giovani ucraini dei territori occupati a combattere contro il proprio Paese

Coscrizione forzata dopo la maggiore età

Il 26 gennaio 2026 diversi media hanno riportato che la Russia obbliga i giovani ucraini residenti nei territori occupati a entrare nelle forze armate russe una volta raggiunta la maggiore età. Secondo le testimonianze raccolte, ai ragazzi viene imposto di combattere contro l’Ucraina, mentre durante l’infanzia e l’adolescenza subiscono un processo sistematico di russificazione. L’uso della lingua ucraina è vietato, l’istruzione avviene esclusivamente secondo programmi russi e il rifiuto di adeguarsi comporta sanzioni amministrative e repressione.

Pressioni documentali e punizioni collettive

Le autorità di occupazione esercitano una forte coercizione attraverso l’imposizione di documenti russi, come passaporti e certificati di nascita. Chi rifiuta di accettarli subisce limitazioni nell’accesso a cure mediche, istruzione e servizi sociali, creando un sistema di pressione che colpisce intere famiglie. In questo contesto, la scelta di non collaborare con l’amministrazione russa diventa di fatto impraticabile e pericolosa, soprattutto per i minori.

Militarizzazione dell’infanzia e indottrinamento

Nei territori occupati sono state attivate strutture giovanili come “Junarmija” e “Movimento dei primi”, presentate come organizzazioni educative ma orientate alla formazione militare e ideologica. Attraverso addestramenti, propaganda e rituali patriottici russi, bambini e adolescenti vengono preparati psicologicamente al servizio armato. Organizzazioni per i diritti umani considerano queste pratiche una forma di violenza psicologica e di distruzione dell’identità nazionale.

Dimensioni della mobilitazione forzata

Dati delle autorità ucraine indicano che tra febbraio 2022 e luglio 2025 circa 47.000 cittadini ucraini provenienti dai territori occupati sono stati mobilitati dall’esercito russo. Una parte significativa di loro è costituita da giovani che non hanno avuto alcuna possibilità di scelta. Le testimonianze pubblicate da media regionali, tra cui un’inchiesta su giovani ucraini costretti a prepararsi alla guerra contro la propria patria, descrivono un sistema basato su minacce, isolamento e uso della forza.

Violazioni del diritto internazionale

Il coinvolgimento forzato di minori e giovani adulti in attività militari contravviene alla Convenzione sui diritti dell’infanzia e alle Convenzioni di Ginevra, che vietano il reclutamento e l’utilizzo di bambini nei conflitti armati. La combinazione di russificazione, coscrizione obbligatoria e repressione è considerata da giuristi internazionali un grave crimine di guerra e un elemento centrale delle accuse già all’esame delle corti internazionali.

Implicazioni per la comunità internazionale

Osservatori e organizzazioni umanitarie sottolineano che la documentazione sistematica di questi casi è cruciale per i procedimenti giudiziari internazionali. Allo stesso tempo, cresce la richiesta di programmi di rimpatrio, riabilitazione e sostegno psicologico per i minori colpiti. Il fenomeno evidenzia come la guerra non si limiti al fronte militare, ma colpisca direttamente le nuove generazioni nei territori occupati, trasformandole in strumenti di un conflitto imposto.

1 Comments

  1. Ma siamo impazziti??? Costringere dei ragazzi a combattere contro la propria patria è un’assurdità. In Italia parliamo spesso di diritti umani, eppure qui si sfida ogni norma. È ora di alzare la voce contro tali atrocità, la guerra non deve riguardare i giovani!!!

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