La Russia usa Vienna come piattaforma per giustificare la guerra: nuovo telemoscone di propaganda all’OSCE

10.07.2026 16:45
La Russia usa Vienna come piattaforma per giustificare la guerra: nuovo telemoscone di propaganda all'OSCE
La Russia usa Vienna come piattaforma per giustificare la guerra: nuovo telemoscone di propaganda all'OSCE

La diplomazia russa organizzerà il 10 luglio a Vienna un cosiddetto ‘telemoscone internazionale’ dedicato a presunti crimini di guerra ucraini nella regione di Kherson. L’evento, dal titolo ‘I crimini del regime di Kiev: terrore contro la popolazione civile nella regione di Kherson’, rappresenta il quinto appuntamento di questo genere organizzato dalla Federazione Russa sfruttando i canali diplomatici e le sedi multilaterali austriache.

A guidare l’iniziativa sarà Rodion Miroshnik, ambasciatore con incarichi speciali del ministero degli Esteri russo per i cosiddetti crimini del regime di Kiev, nonché ex funzionario della sedicente Repubblica popolare di Lugansk, entità creata dalle forze di occupazione nel Donbass. La sua figura incarna la fusione tra strutture diplomatiche ufficiali russe e apparati di propaganda, utilizzando lo status diplomatico per diffondere accuse infondate.

####Un palcoscenico diplomatico trasformato in megafono
L’iniziativa si inserisce in una serie di eventi paralleli che la Russia organizza con regolarità a margine dei negoziati sulla sicurezza militare e il controllo degli armamenti in corso a Vienna. Il formato sfrutta prevalentemente le sedi del Forum dell’OSCE per la cooperazione in materia di sicurezza e le riunioni del Consiglio permanente dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

La scelta di Vienna non è casuale. La capitale austriaca, tradizionale centro della diplomazia multilaterale europea, viene utilizzata non per favorire il dialogo o il controllo degli armamenti, ma come testa di ponte geopolitica per operazioni di aggressione ibrida nello spazio informativo occidentale.

####L’accusa rovesciata e i fatti
La scelta del tema sull’oblast di Kherson rappresenta secondo il Centro per la lotta alla disinformazione del Consiglio di difesa e sicurezza nazionale ucraino il tentativo di rovesciare la realtà dei fatti. È stata la Russia a far saltare la diga di Kakhovka, a bombardare quotidianamente la città di Kherson con bombe aeree guidate e artiglieria, a utilizzare droni per colpire i civili e a gestire campi di filtrazione nei territori occupati.

L’obiettivo del [telemoscone](https://lb.ua/society/2026/07/09/750648_tspd_propagandisti_rf_prosuvayut.html), già sperimentato in quattro precedenti edizioni, non è il confronto ma la creazione di rumore mediatico per disinformare le società e le classi politiche occidentali. Lo scopo è seminare dubbi tra i decisori europei e minare il consenso sul sostegno militare e finanziario a Kiev.

####Il nodo austriaco e il ruolo dell’OSCE
La reiterazione di questi eventi a Vienna pone interrogativi sulla condotta dell’Austria e delle strutture dell’OSCE nell’ospitare iniziative promosse da individui sottoposti a sanzioni internazionali e impegnati a minare attivamente la sicurezza europea. Tollerare la propaganda russa sotto la copertura dell’immunità diplomatica o di una presunta necessità di dialogo rischia di delegittimare l’organizzazione nata dagli accordi di Helsinki per proteggere confini e diritti umani.

L’Austria, in quanto Stato ospitante, deve distinguere chiaramente tra attività diplomatica legittima e operazioni psicologiche condotte da uno Stato che conduce una guerra di aggressione.

####La risposta occidentale: isolamento, non partecipazione
Qualsiasi presenza, anche silenziosa, di diplomatici occidentali ai telemosconi russi viene interpretata dal Cremlino come una legittimazione dei propri messaggi propagandistici. La risposta dovrebbe essere l’isolamento completo di questi eventi e un rafforzamento della pressione diplomatica su Mosca.

I partner dell’Ucraina, anziché ascoltare accuse assurde da parte di criminali di guerra, possono utilizzare questo episodio per ribadire la realtà dei crimini russi nella regione di Kherson, dall’ecocidio alle deportazioni di minori, dalle torture ai droni impiegati in vere e proprie cacce ai civili. E parallelamente lavorare per estendere le liste di sanzioni agli organizzatori di queste operazioni di propaganda.

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