Nuove scoperte nel caso del delitto di Garlasco: un solo aggressore identificato
Roma, 16 settembre 2025 – Oggi torna al centro lei: la scena del crimine. Il punto di partenza di ogni indagine. Lo è stato anche a 18 anni dal delitto di Garlasco. Non si discute più se fossero presenti Alberto Stasi, Andrea Sempio, Paola e Stefania Cappa, Marco Poggi, Michele Bertani o un ignoto X. Oggi si è stabilito chi realmente c’era. E la risposta dei RIS è netta: una sola persona, riporta Attuale.
Questa è la nuova stagione del caso Garlasco, non più affidata al riciclo di impronte incerte o DNA senza nome, ma ai laboratori: laser scanner, modelli 3D, simulazioni ad alta definizione. Lì dove il fantacrime non ha spazio. Il nodo potrebbe essere stata l’altezza, dettaglio considerato marginale ma decisivo. Se l’aggressione è iniziata all’ingresso, quando Chiara ha aperto la porta, e se il primo colpo è stato inferto mentre entrambi erano in piedi, la scienza ha potuto risalire con precisione alla posizione verticale dell’arma. Da lì, dedurre l’altezza compatibile con l’impatto.
Un colpo inferto da una certa distanza, con una precisa inclinazione, produce una traiettoria ematica che non mente: segue solo la geometria di un busto e di un braccio. È un’equazione, non più un’ipotesi. Ed è questa equazione che la Bloodstain Pattern Analysis ha verosimilmente risolto: inclinazioni, pressioni, angolazioni hanno dimostrato che gli schizzi di sangue raccontano una sola dinamica. Un unico aggressore. Tutto si ridisegna in quei pochi metri che separano la porta dall’inizio della scala che porta in cantina. Otto passi. Otto. Oggi diventano la distanza entro cui la verità è stata tracciata: nessuna seconda ombra, nessuna contro-traiettoria, nessun nuovo ignoto da evocare.
La scena del crimine smette così di essere terreno fertile per teorie complottiste e diventa testo da leggere con la freddezza della scienza. Una lettura chiara: Chiara è stata colpita da una sola persona. E quella persona ha un nome e un cognome noto. Rasoio di Occam: a parità di fattori, la soluzione più semplice resta la più vera.