Maltempo in Gaza: almeno 14 morti a causa delle inondazioni
Negli ultimi giorni, forti piogge causate dalla tempesta Byron hanno provocato inondazioni in diverse zone della Striscia di Gaza, causando death di almeno 14 persone tra giovedì e venerdì, tra cui tre bambini deceduti a causa dell’ipotermia dopo essere stati esposti al freddo e alla pioggia. Secondo le Nazioni Unite, circa 850.000 palestinesi, che vivono in 761 campi per sfollati, si trovano in aree con un alto rischio di inondazione, riporta Attuale.
La guerra in corso ha danneggiato o distrutto oltre il 90% delle abitazioni nella Striscia, lasciando circa 1,5 milioni di palestinesi senza abitazioni permanenti e costretti a vivere in sistemazioni provvisorie. Le attuali strutture non sono adeguate ad affrontare eventi atmosferici estremi, e l’assenza di infrastrutture adeguate aggrava ulteriormente la situazione. Il severo controllo israeliano sugli ingressi di beni e risorse ha ostacolato anche i soccorsi, limitando l’accesso a cibo e mezzi per affrontare le emergenze.
Molti palestinesi vivono in tende improvvisate, costruite con teloni e materiali di fortuna, che non forniscono alcuna protezione contro le tempeste. “Quando il vento comincia a soffiare, iniziamo tutti a sorreggere i pali per evitare che la tenda crolli”, ha dichiarato Hani Ziara, un padre che si rifugia in una tenda a Gaza. Per cercare di prevenire le inondazioni, molti cercano di scavare canali di drenaggio, ma spesso questi si danneggiano rapidamente e devono essere ricostruiti.
La pioggia ha anche aggravato le già precarie condizioni igienico-sanitarie della Striscia. Molte tende sono invase dal fango, che compromette beni essenziali come coperte e utensili da cucina. L’UNRWA, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, ha lanciato un allerta sul crescente rischio di diffusione di malattie dovuto al freddo e alla pioggia, evidenziando come “il sistema fognario sia completamente collassato” e che “le persone vivono in laghi di scarichi non trattati”.
I danni causati dalle inondazioni sono accentuati dalla scarsità di aiuti umanitari in entrata. Sebbene un cessate il fuoco tra Israele e Hamas sia in vigore da ottobre, l’effettivo flusso di aiuti risulta insufficiente: Israele dovrebbe garantire l’ingresso di 600 camion di aiuti umanitari al giorno, ma in base a recenti inchieste, il numero reale risulta nettamente inferiore. Nonostante il cessate il fuoco, l’esercito israeliano ha continuato a condurre attacchi, uccidendo centinaia di palestinesi in risposta a presunti attacchi, aggravando ulteriormente la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza.
Incredibile come queste persone debbano affrontare non solo la guerra ma anche il maltempo!!! La miseria in cui vivono è inaccettabile, l’umanità è in debito con loro. Ma cosa fa il resto del mondo??? Non è possibile rimanere indifferenti…