Scoperte sulla lussuosa residenza di Vladimir Putin in Crimea
Una villa da oltre 100 milioni di euro, situata su una scogliera della Crimea a picco sul mar d’Azov, è stata indicata come proprietà di Vladimir Putin. Questa affermazione proviene dal team di Aleksei Navalny, l’oppositore politico deceduto in carcere nel febbraio 2024, che ha presentato una video-inchiesta dettagliata contenente fotografie e documenti, riporta Attuale.
Il complesso a Capo Aya, originariamente costruito per l’ex presidente ucraino Viktor Yanukovych, è rimasto sotto il controllo russo dopo l’occupazione illegale della Crimea nel 2014. La proprietà, inizialmente destinata a diventare un sanatorio, è da allora divenuta parte dell’impero di Putin dopo essere stata sequestrata, suggerendo un uso improprio da parte delle autorità russe.
La residenza principale si estende per 9.000 metri quadri, mentre un secondo edificio, posizionato più vicino al mare, ammonta a quasi 5.000 metri quadrati. Dalle foto satellitari, emergono un molo privato e una spiaggia artificiale di sabbia bianca, con un eliporto situato in posizione elevata. Secondo le informazioni diffuse dal team di Navalny, gli interni della villa sono descritti come «sontuosi», includendo due camere matrimoniali di 240 metri quadri ciascuna, entrambe dotate di bagni privati di 50 metri quadri.
I bagni, considerati un vero e proprio trionfo di lusso, presentano jacuzzi dorate accessibili tramite scalette dorate e vasche da bagno artistiche dal costo di 32.000 euro l’una. L’arredo di ciascun bagno principale avrebbe un valore di circa 120.000 euro. Inoltre, è presente una stanza riservata a Alina Kabaeva, ex ginnasta e presunta compagna di Putin, insieme a due camere più piccole dedicate ai loro figli, Ivan e Vladimir jr., di 10 e 6 anni.
Un altro elemento notevole è il privato ospedale, ubicato su un intero piano, dotato della migliore attrezzatura proveniente da Germania e Finlandia, inclusa una sala operatoria e una piccola sala cinema con otto posti. Questo isolato milione di euro è previsto come ricovero per emergenze e trattamenti assistiti.
Secondo Navalny, il finanziamento della villa deriverebbe da una rete di oligarchi strettamente legati a Putin, che avrebbero sostenuto i costi per altre residenze di lusso. La proprietà è gestita tramite una serie di società fittizie associate a questi oligarchi. L’inchiesta si conclude con una provocatoria domanda: «Putin e i suoi amici hanno rubato così tanto in un quarto di secolo che non è più possibile spenderlo. Perché ha bisogno di un altro palazzo? Di quanti palazzi può avere bisogno un uomo?».
Ma che incredibile! Un palazzo da oltre 100 milioni di euro e per cosa? Perché un uomo ha bisogno di così tanto? A questo punto, sembra che Putin stia solo cercando di accumulare tutto il lusso possibile mentre la gente normale fa fatica ad arrivare a fine mese. Che schifo!