Rejected Independence Proposal in Alberta Referendum
La maggioranza degli elettori della provincia canadese dell’Alberta ha respinto nettamente la proposta di avviare un percorso che avrebbe potuto portare all’indipendenza dal Canada. Lunedì si è tenuto un referendum in cui si chiedeva agli elettori se mantenere la provincia all’interno del paese oppure avviare le procedure per organizzare un secondo referendum, questa volta vincolante, sull’indipendenza. Lo spoglio è ancora in corso, ma con poco più di 2.000 seggi scrutinati su 5.587, il 76,6 per cento degli elettori ha votato per restare in Canada, mentre il 23,4 per cento ha scelto la seconda opzione, riporta Attuale.
La spinta a separarsi dal Canada era prevalentemente economica. L’Alberta è una provincia ricchissima, soprattutto di petrolio, e i separatisti sostengono di dare al resto del paese più di quanto ricevano indietro. Inoltre, i sostenitori dell’indipendenza accusano il governo federale di interferire eccessivamente nella politica provinciale, in particolare attraverso le politiche ambientali che limitano l’industria dei combustibili fossili.
Una potenziale separazione dal Canada sarebbe stata un processo simile a Brexit. Secondo l’Università di Calgary, il costo che l’Alberta avrebbe pagato per la separazione variava tra i 50 miliardi di dollari canadesi, nello scenario più favorevole alla provincia, e i 170 miliardi in quello peggiore.
Sulla scheda del referendum c’erano altri 9 quesiti su temi diversi, e quasi tutti riguardavano l’autonomia della provincia, dai controlli sull’immigrazione all’accesso ai servizi pubblici fino alla nomina dei giudici. I cinque quesiti sull’immigrazione, che proponevano maggiori controlli sui flussi o restrizioni per l’accesso a programmi di sostegno, hanno ottenuto per ora l’approvazione della maggioranza degli elettori.