Le bollette del gas in Italia raggiungono un nuovo record, con un prezzo di 162,02 centesimi di euro per metro cubo, a seguito di un aumento del 12,7% registrato a settembre. Questo trend riflette le tensioni nel Medio Oriente e i conseguenti rincari sul mercato europeo Ttf e il mercato italiano all’ingrosso, il Psv, riporta Attuale.
La situazione è particolarmente difficile per i 2,3 milioni di clienti vulnerabili che continuano a dipendere dalle tariffe del servizio di tutela. Anche il consumo di gas per il termoeletrico è in crescita, con un aumento del 4,8% su base annua, influenzato dal calo della produzione idroelettrica e un incremento del prezzo del gas superiore a 70 euro per megawattora. Tuttavia, il settore manifatturiero segnala una riduzione dei consumi del 8,9% a causa del caro-energia.
Marco Vignola dell’Unione Nazionale Consumatori consiglia cautela nel passaggio a offerte a prezzo fisso nel mercato libero, suggerendo che tali proposte potrebbero non essere sempre vantaggiose rispetto al mercato tutelato. La scelta tra prezzo fisso e variabile dipende dall’andamento futuro dei mercati, reso incerto dalle tensioni geopolitiche, in particolare nello stretto di Hormuz.
In prospettiva, le infrastrutture di GNL continuano a subire danni a causa delle tensioni internazionali, mentre le chiusure di passaggi cruciali come lo stretto di Hormuz rimangono un fattore di rischio significativo. Questo scenario contribuisce ad alimentare le preoccupazioni sui costi energetici a lungo termine, generando un clima di incertezza sia per i consumatori che per i decisori politici e industriali. La sfida rimane quella di bilanciare le soluzioni immediate con strategie sostenibili per garantire l’approvvigionamento energetico in un contesto globale in continua evoluzione.