Le isole di Diomede: dove il tempo si sovrappone
Le isole di Diomede, situate nello Stretto di Bering, sono sbalorditive e uniche nel loro genere, poiché separate dalla Linea internazionale del cambio di data. Big Diomede, la più grande, è la prima ad accogliere il nuovo anno mentre Little Diomede, che dista appena 3,8 chilometri, è (quasi) l’ultima a farlo, riporta Attuale.
Questo singolare scenario temporale è il risultato della separazione tra le due isole avvenuta nel 1867, quando gli Stati Uniti acquistarono l’Alaska dall’Impero russo per 7,2 milioni di dollari. Allo stesso modo, nel 1884, la convenzione internazionale ha tracciato la Linea del cambio di data, creando una divisione temporale di ben 21 ore tra le due isole. Così, mentre sulla piccola Diomede inizia una nuova giornata, sulla grande è già passato un giorno intero, dando loro i soprannomi di «isola di domani» e «isola di ieri».
Malgrado le linee artificiali che separano le Diomede, esse rappresentano anche un forte simbolo di divisione culturale e storica. Le comunità, che un tempo erano unite, si sono trovate divise e isolate dopo l’inizio della Guerra Fredda, creando profonde ferite nelle relazioni tra le tribù che abitano le isole. Frances Ozenna, capotribù eschimese di Little Diomede, ha dichiarato: «Le vecchie generazioni si stanno estinguendo e il fatto è che non sappiamo nulla l’uno dell’altro…»
La tensione geopolitica ha segnato profondamente la storia delle isole. Durante la Guerra Fredda, Big Diomede, ora controllata dalla Russia, è diventata una base militare, gli abitanti sono stati rimossi e l’accesso a Little Diomede è diventato impossibile. Un reportage della BBC ha raccontato il viaggio del capotribù Robert Soolook, che ha ritrovato i suoi parenti in Siberia, raccontando: «Questo confine ci spezza il cuore».
Negli ultimi anni, le relazioni tra Russia e Stati Uniti si sono ulteriormente complicate. Dmitrij Medvedev ha fatto eco a richieste di riconquista dell’Alaska, shoppo causando preoccupazione tra i commentatori internazionali. La questione di un ponte che colleghi le due isole, proposta per la prima volta nel XIX secolo, continua a rimanere nel limbo, nonostante i possibili vantaggi economici e culturali che una tale costruzione porterebbe. Nulla di questo rende giustizia alla complessità della vita quotidiana degli abitanti delle isole, che non solo devono affrontare l’isolamento fisico, ma anche i cambiamenti climatici che minacciano la loro esistenza.
Oggi Little Diomede è abitata da indigeni eschimesi e un numero crescente di sfide ambientali, mentre Big Diomede ospita una guarnigione russa in condizioni precarie. Con i cambiamenti climatici che modificano il paesaggio e il comportamento della fauna, la vita per questi abitanti è diventata sempre più difficile.