KARBALA (IRAQ) – Il ritorno degli Houthi a lanciare missili contro Israele era atteso. Il gruppo radicale yemenita, supportato da Teheran, ha intensificato le sue minacce, preannunciando attacchi sulle navi nel Mar Rosso e la possibilità di bloccare lo Stretto di Bab al Mandeb. Questa escalation potrebbe avere conseguenze drammatiche per il commercio globale, già colpito dalla crisi energetica indotta dal blocco delle petroliere nello Stretto di Hormuz, riporta Attuale.
Al servizio di Teheran
La questione centrale non è tanto perché gli Houthi abbiano ripreso le ostilità, quanto piuttosto perché abbiano atteso un mese per farlo. Sono plausibili due spiegazioni: gli iraniani potrebbero averli tenuti come riserva fino ad ora, oppure il gruppo desiderava rinforzare i propri arsenali e recuperare dalle recenti battaglie, che hanno inflitto danni ingenti. Va notato che i bombardamenti statunitensi e israeliani hanno gravemente colpito le loro capacità militari, compromettendo il controllo sugli affari yemeniti. A differenza di Hezbollah, creato dagli ayatollah negli anni Ottanta come strumento per combattere Israele, gli Houthi mantengono un certo grado di autonomia rispetto al regime iraniano.
Rotte paralizzate
Il gruppo yemenita ha alimentato la propria causa nazionale ispirata dall’Islam radicale, avvicinandosi a Hamas e cercando il sostegno di Teheran per contrastare l’influenza delle monarchie sunnite, in particolare l’Arabia Saudita. Negli ultimi anni, hanno adottato un ruolo combattente attivo, simile a quello di Hezbollah. Durante la guerra di Gaza, gli Houthi hanno lanciato oltre 100 missili e droni nel Mar Rosso dalle loro basi nel Yemen settentrionale, cercando di colpire Israele, in particolare il porto di Eilat. Le loro azioni hanno portato all’affondamento di almeno quattro navi e alla morte di decine di marinai, oltre a provocare danni ecologici significativi. Nel 2024, il traffico nel canale di Suez è stato praticamente bloccato, costringendo le navi a intraprendere rotte più lunghe attorno all’Africa, aumentando costi e tempi di viaggio.
Tempo per riarmarsi
Le operazioni degli Houthi hanno reso necessario l’intervento della NATO e degli alleati europei (includendo l’Italia) nella creazione di una forza navale per preservare la sicurezza delle acque del Mar Rosso. L’amministrazione Trump aveva adottato misure drastiche contro di loro, colpendo non solo le loro capacità militari ma anche obiettivi politici, portando a un cessate il fuoco mediato dall’Oman. Trump parlò di una «totale capitolazione» della milizia, una narrazione non condivisa dai dirigenti Houthi, che utilizzarono quel periodo di tregua per riarmarsi grazie all’assistenza iraniana.