Le raffinerie indiane riprendono gli acquisti di petrolio russo

03.01.2026 13:15
Le raffinerie indiane riprendono gli acquisti di petrolio russo
Le raffinerie indiane riprendono gli acquisti di petrolio russo

Alcune delle principali raffinerie indiane hanno ripreso gli acquisti di greggio russo, segnalando una nuova fase di adattamento alle sanzioni occidentali. Il 2 gennaio 2026 è emerso che almeno tre petroliere cariche di petrolio russo hanno indicato come destinazione il complesso di Reliance Industries Ltd. sulla costa occidentale dell’India, un passaggio che coincide con la ripresa delle forniture verso il Paese asiatico secondo quanto riportato da Bloomberg.

Il ruolo centrale di Reliance e i dati sulle forniture

Secondo le informazioni disponibili, tre navi trasportano complessivamente circa 2,2 milioni di barili di greggio Urals e dovrebbero arrivare al terminal di Jamnagar nella prima decade di gennaio 2026. Reliance, controllata dal miliardario Mukesh Ambani, è stata il maggiore acquirente mondiale di petrolio russo nel biennio 2024-2025, con oltre il 40% delle importazioni del suo impianto provenienti dalla Russia tra gennaio e novembre 2025. L’azienda, tuttavia, ha dichiarato che i carichi in questione non sarebbero stati acquistati direttamente dalla raffineria.

Sanzioni, rotte alternative e pressioni internazionali

La ripresa degli arrivi avviene in un contesto di forte pressione politica. Nel 2025 l’India è stata criticata duramente dall’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump per l’elevato volume di scambi energetici con Mosca. Dopo l’inserimento di Rosneft e Lukoil nelle liste sanzionatorie statunitensi, Reliance aveva annunciato la sospensione dell’uso di petrolio russo per la produzione destinata all’export, limitando gli acquisti a fornitori non colpiti da sanzioni e al solo mercato interno.

Le strategie delle raffinerie indiane

Reliance non è l’unico attore coinvolto. Anche Indian Oil Corp. e Bharat Petroleum Corp. continuano a importare greggio russo attraverso vettori non sanzionati, attratte dagli sconti significativi e dalla ridotta marginalità della raffinazione. Allo stesso tempo, le raffinerie indiane cercano di diversificare: a fine dicembre 2025 Indian Oil Corp. ha acquistato per la prima volta petrolio colombiano, un segnale della volontà di ridurre gradualmente la dipendenza dalla Russia, come evidenziato anche da Epravda.

Un equilibrio fragile tra vantaggi economici e rischi politici

Nonostante le sanzioni, India, Cina e Turchia restano tra i principali acquirenti del petrolio russo, compensando la perdita dei mercati occidentali per Mosca. Tuttavia, nel 2026 si prevede un progressivo ridimensionamento di questi flussi a causa dei rischi di sanzioni secondarie, delle difficoltà logistiche e dei costi crescenti. Per la Russia questi mercati restano cruciali, mentre per i Paesi acquirenti l’obiettivo è mantenere i benefici economici riducendo l’esposizione a pressioni politiche e finanziarie sempre più intense.

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