Saudi Arabia Intensifies Military Actions in Yemen Amid Rising Tensions with UAE
Le tensioni tra Arabia Saudita ed Emirati si intensificano: martedì, Riad ha effettuato raid aerei sul porto di Mukalla, mirati a due navi cargo che trasportavano veicoli corazzati, spediti dagli Emirati a favore del Consiglio di Transizione del Sud (Stc), il gruppo separatista che cerca di ottenere il controllo totale della parte meridionale dello Yemen, riporta Attuale.
Il bombardamento, descritto dai sauditi come una minaccia alla loro sicurezza nazionale, è stato accompagnato da un comunicato che sottolineava linee rosse che non possono essere violate. Gli Emirati, sorpresi dalle accuse, hanno affermato di essere pronti a evitare un’escalation e hanno annunciato il ritiro delle loro forze impegnate in missioni anti-terrorismo a fianco dell’Stc. Inoltre, le forze governative si uniranno a quelle separatiste nelle aree conquistate, cercando di allentare le tensioni in una situazione critica.
L’attuale Yemen è spaccato in tre parti: a ovest dominano gli Houthi filo-iraniani, responsabili di attacchi contro il traffico navale. Un governo riconosciuto internazionalmente, sostenuto da Riad, controlla altre aree, mentre l’Stc si è trasformato in uno strumento degli Emirati. Recentemente, le forze del Sud hanno preso il controllo di gran parte dell’Hadramaout, ricco di risorse petrolifere, costringendo le forze governative a ritirarsi.
Questi sviluppi rappresentano l’ultimo atto di un conflitto in corso da anni. In passato, sauditi ed emiratini hanno condotto campagne militari contro gli Houthi, senza alcun successo, comportando gravi perdite che hanno esacerbato le divisioni fra i due alleati. Riad cerca di contenere la minaccia houthis mentre gli Emirati cercano di stabilire un’enclave a sud, aumentando la loro influenza energetica e strategica nel Mar Rosso.
Gli Emirati stanno anche svolgendo un ruolo attivo nel conflitto in Sudan, supportando le milizie ribelli dell’Rsf (Forze di Supporto Rapido), che lottano contro il potere centrale. Questo coinvolgimento è ulteriormente rafforzato dal commercio d’oro sudanese verso Dubai, creando una rete logistica che attraversa diversi paesi africani.
In un contesto più ampio, il riconoscimento da parte di Israele del Somaliland potrebbe rappresentare un esperimento per ridefinire gli assetti geopolitici nella regione, con Abu Dhabi che, insieme a Tel Aviv, cerca di contrastare l’influenza di Turchia, Qatar, Iran e Fratellanza musulmana. Mentre Riad insiste sul legame tra il riconoscimento di Israele e la creazione di uno stato palestinese, gli Emirati sembrano favorire un approccio pragmatico con Tel Aviv.
La fluidità del campo geopolitico permette agli Emirati di prendere decisioni rapide e strategiche, sotto la guida della famiglia al Nahyan, permettendo loro di manovrare con maggiore agio rispetto ad altri attori, che devono affrontare strutture di potere più complesse e burocratiche.