L’ex consigliere di Peres e Barak: «Netanyahu è visto come un problema dagli americani, serve un nuovo governo»

24.10.2025 09:55
L'ex consigliere di Peres e Barak: «Netanyahu è visto come un problema dagli americani, serve un nuovo governo»

Israele e gli Stati Uniti: tensioni crescenti sull’annessione dei Territori

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si trova al centro di un acceso scontro diplomatico con gli Stati Uniti, a seguito del controverso voto preliminare della Knesset riguardante l’annessione di una parte dei Territori occupati. Alon Pinkas, ex console israeliano a New York e ora commentatore, mette in evidenza la crescente sfiducia nei confronti di Netanyahu, sottolineando che le sue azioni stanno creando delle fratture nei rapporti con Washington, riporta Attuale.

Secondo Pinkas, la credibilità di Netanyahu è stata compromessa non solo con l’attuale amministrazione Biden, ma anche in passato con altri presidenti americani, da Bill Clinton a Donald Trump. “Ogni volta che Netanyahu apre bocca, gli interlocutori devono prestare attenzione alle sue parole, perché sono consapevoli che cercherà di manipolarli”, afferma Pinkas.

Il recente voto sulla annessione dei Territori ha scatenato reazioni forti nelle alte sfere americane. ‘Il vicepresidente Vance si è dichiarato “offeso” dal voto sull’annessione, evidenziando come gli Stati Uniti abbiano da sempre sostenuto il rispetto del status quo di questi territori dal 1967’, afferma Pinkas. Netanyahu ha cercato di minimizzare l’incidente, accusando l’opposizione di aver orchestrato una manovra contro di lui.

Inoltre, il commentatore sottolinea che l’atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti di Netanyahu si sta deteriorando. “Quando Trump ha fatto notare che Israele perderebbe il supporto americano in caso di annessione della Cisgiordania, ha pronunciato parole che non si erano mai sentite prima da un alleato”, spiega Pinkas. Questo non fa che dimostrare che i leader americani stanno perdendo fiducia nelle capacità di Netanyahu e stanno tentando di influenzare la situazione con parole, piuttosto che con azioni dirette.

Nella sua analisi, Pinkas riconosce che l’attuale tregua a Gaza è fragile e avverte della possibilità che possa deteriorarsi se Hamas non accetta di disarmarsi e se i Paesi arabi, come l’Arabia Saudita, decidessero di ritirarsi dal processo di pace. “La soluzione sta nella formazione di un nuovo governo senza Netanyahu e nel ritorno a elezioni”, conclude.

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