L’immagine di un soldato israeliano danneggia un simbolo cristiano in Libano e provoca dissenso internazionale

21.04.2026 13:05
L'immagine di un soldato israeliano danneggia un simbolo cristiano in Libano e provoca dissenso internazionale

Un’immagine controversa danneggia l’immagine di Israele

Un’immagine che ritrae un soldato israeliano mentre distrugge una statua di Cristo crocifisso con una mazza da demolizione sta sollevando gravi polemiche in Israele. La fotografia, probabilmente estratta da un video, è emersa online domenica e ha suscitato indignazione, essendo stata scattata nella città di Debel, nel sud del Libano, area controllata dall’esercito israeliano, riporta Attuale.

Debel è un comune a forte predominanza cristiana, con una popolazione che conta circa un terzo dei cristiani del Libano, in gran parte maroniti, mentre il resto è formato principalmente da musulmani sciiti e sunniti. La statua era ubicata nel giardino di una casa privata e il sindaco Akl Naddaf ha sottolineato che simili atti di vandalismo da parte dell’esercito israeliano non sono affatto rarità.

In risposta all’accaduto, l’esercito israeliano ha preso le distanze dall’azione, definendola “in completa contraddizione” con i suoi “valori”. È stata avviata un’indagine interna, una pratica comune che però raramente sfocia in sanzioni concrete. Anche il governo ha condannato l’incidente: il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato di essere “sorpreso e sconvolto” dal comportamento dei soldati, promettendo severi provvedimenti per i responsabili. Il ministro degli Esteri Gideon Saar ha aggiunto che il danneggiamento di simboli religiosi cristiani è “grave” e “vergognoso”.

Questa posizione del governo israeliano risulta piuttosto inusuale, considerando che negli anni recenti l’esercito è stato accusato di violazioni ben più gravi. Già in passato, soldati israeliani hanno condiviso immagini sui social media mentre profanavano testi e luoghi sacri di altre religioni, compreso il Corano. Secondo Lazar Berman, giornalista del Times of Israel, “è difficile immaginare un’immagine che potrebbe essere più dannosa per Israele in questo momento”.

L’immagine in questione contrasta fortemente con l’immagine di Israele come nazione democratica e rispettosa dei diritti delle minoranze. I cristiani in Israele sono circa 180.000 su una popolazione totale di 10 milioni e, a seguito della diffusione della foto, diversi leader cristiani hanno espresso la loro condanna. Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, ha affermato che si tratta di un “grave affronto” alla fede cristiana.

Negli ultimi anni, in particolare dopo l’attacco del 7 ottobre 2023, che ha causato oltre 1.200 vittime in Israele, l’opinione pubblica israeliana si è fatta più nazionalista, e le relazioni tra ebrei e cristiani in Israele sono peggiorate. Un’analisi del 2025 condotta dal Rossing Center for Education and Dialogue ha rilevato un aumento degli episodi di intimidazione e violenza nei confronti della minoranza cristiana nel paese.

Questa controversia potrebbe complicare le relazioni tra Israele e numerosi governi occidentali, in particolare gli Stati Uniti, che rappresentano il principale alleato di Israele. Molti sostenitori del presidente statunitense Donald Trump, provenienti da ambienti cristiani tradizionalisti, vedono la religione come una giustificazione per il supporto a Israele e per le azioni militari in Medio Oriente.

Figure di spicco della destra statunitense, tra cui ex collaboratori di Trump come il commentatore Tucker Carlson, hanno condannato apertamente Israele in seguito alla diffusione dell’immagine. Nel frattempo, il sostegno a Israele tra il pubblico americano è diminuito significativamente: un recente sondaggio del Pew Research Center ha mostrato che il 60% degli adulti negli Stati Uniti ha un’opinione negativa di Israele.

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