“L’impronta di Sempio sul corpo di Chiara Poggi: tracce di sangue e sudore”

25.07.2025 16:55
“L’impronta di Sempio sul corpo di Chiara Poggi: tracce di sangue e sudore”

Pavia, 25 luglio 2025 – “L’impronta di Andrea Sempio trovata accanto al cadavere di Chiara è intrisa di sudore e sangue”. Queste le conclusioni della consulenza della difesa di Alberto Stasi, sui social del Tg1, nella nuova inchiesta riguardante l’omicidio della 26enne, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. “Per i tecnici – riporta Attuale – si legge nella relazione, si tratta di un contatto palmare intenso non compatibile con una normale discesa per le scale”. “Non un’impronta occasionale – prosegue – ma un contatto palmare intenso di chi appoggia tutto il proprio peso sul muro”.

La Procura: “Non è possibile alcun accertamento”

Sull’impronta 33, riscontrata sulla parete delle scale della villetta di Garlasco dove il 13 agosto 2007 è stata uccisa Chiara Poggi, la Procura di Pavia aveva comunicato che “non è possibile procedere ad accertamenti biologici“. Essa aveva rigettato la richiesta di incidente probatorio avanzata dai legali della famiglia della vittima e ridimensiona le affermazioni di chi sostiene che dall’immagine si possa dedurre che si tratti di un’impronta di una mano destra insanguinata.

Nel provvedimento del 2 luglio scorso, visionato dall’Adnkronos, i pubblici ministeri titolari del nuovo fascicolo dell’indagine che vede indagato Andrea Sempio – in concorso con altri o con Alberto Stasi – svelano che l’intonaco grattato in corrispondenza dell’impronta 33 “risulta allo stato interamente utilizzato – dopo essere state verosimilmente pregiudicate dall’azione inibente della ninidrina – per indagini biologiche, come riferito ai pubblici ministeri il 9 giugno 2025 dal tenente colonnello Alberto Marino”, in forza al Ris.

Se la Procura cita la relazione del Ris di Parma del 15 ottobre 2007, dimentica di esplicitare che la traccia 33 è stata sottoposta – subito dopo l’omicidio di quasi 18 anni fa – all’Obti test, l’analisi più efficace per rilevare il sangue umano, che ha fornito “esito negativo”. Inoltre, ricordava sempre la Procura di Pavia, la fialetta originariamente contenente il ‘grattato’ “non è stata rinvenuta il 17 giugno 2025 nei reperti provenienti dal Ris di Parma”, oggetto dell’attuale incidente probatorio, “sicché, all’evidenza, non è possibile procedure ad accertamenti biologici sul reperto fotografico dell’impronta”, scrivono i pubblici ministeri.

Per la difesa di Stasi e per gli stessi pm l’impronta palmare destra è attribuibile a Sempio, mentre per i consulenti del nuovo indagato e della famiglia della vittima quell’orma non insanguinata non solo non è databile ma non è neppure riconducibile ad Andrea Sempio.

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