L’Iran introduce un pedaggio per le navi che transitano nello stretto di Hormuz

25.03.2026 11:55
L'Iran introduce un pedaggio per le navi che transitano nello stretto di Hormuz

Iran impone pedaggio alle navi nello stretto di Hormuz, crescita delle tensioni marittime

Dall’inizio della guerra in Medio Oriente, il regime iraniano ha iniziato a richiedere un pedaggio ad alcune navi commerciali per attraversare lo stretto di Hormuz senza subire attacchi. Secondo fonti anonime di Bloomberg, in alcuni casi il pagamento richiesto è arrivato a 2 milioni di dollari (circa 1,7 milioni di euro). La modalità di richiesta del “pedaggio” non è sistematica e rimangono molte incognite, come la meccanica dell’accordo e la valuta utilizzata per la transazione, riporta Attuale.

In aggiunta, i Guardiani della rivoluzione, il corpo militare più potente del regime iraniano, stanno costringendo le navi a deviare dalla rotta consueta verso una più vicina alla costa iraniana, tra le isole di Qeshm e Larak.

Secondo il sito specializzato Lloyd’s List, delle 16 navi che sono riuscite ad attraversare lo stretto venerdì scorso, 12 hanno seguito la nuova rotta, nelle acque territoriali iraniane. Questo solleva preoccupazioni sovranazionali per i paesi del Golfo, dato che la rotta abituale attraversava le acque dell’Oman.

Fonti riportano che l’imposizione di una tassa sui passaggi nello stretto di Hormuz sarebbe una delle condizioni poste dall’Iran per la cessazione delle ostilità. Tuttavia, le informazioni sulle trattative rimangono contraddittorie e devono essere interpretate con cautela.

Le misure adottate, il “pedaggio” e la modifica delle rotte, evidenziano il controllo che l’Iran esercita sullo stretto, vitale per il commercio globale, tramite il quale transitava circa un quinto delle esportazioni di petrolio e gas naturale.

Da quando è iniziata la guerra, l’Iran ha limitato severamente il traffico marittimo, con una stima che comprende solo circa 100 navi passate dallo stretto a marzo, rispetto a oltre 100 al giorno prima del conflitto. Le navi transitate sono prevalentemente iraniane o di stati non ostili come Cina, India, Pakistan e Iraq, mentre almeno una ventina di navi di altre nazioni sono state attaccate.

Il blocco dello stretto, unito agli attacchi di Iran, Stati Uniti e Israele alle infrastrutture energetiche regionali, sta determinando un’impennata dei prezzi di gas, petrolio e assicurazioni per le navi nel Golfo Persico.

Il Wall Street Journal riporta che le compagnie assicurative stanno richiedendo premi pari al 5-10% del valore delle imbarcazioni, rispetto allo 0,25% delle condizioni normali di pace. Anche se le assicurazioni sono disponibili, accettare di navigare attraverso lo stretto di Hormuz comporta rischi significativi per la sicurezza degli equipaggi.

Questi incrementi rappresentano una sfida non solo economica ma anche politica per il presidente statunitense Donald Trump, considering che il costo del carburante è un tema sensibile per l’elettorato americano. La riapertura dello stretto è una delle priorità di Trump, ma finora ha proposto soluzioni che i suoi alleati hanno ritenuto rischiose.

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