Attacco al Christopher Street Parade di Berlino: un morto e oltre venti feriti
Un furgone bianco ha travolto la folla durante il Christopher Street Parade di Berlino, in un attacco avvenuto sabato sera, causando la morte di una donna e ferendo ventinove persone. Alfondo Pantisano, commissario per la comunità LGBTQ+ al Senato regionale del Land di Berlino, ha descritto la frenesia e il dolore del momento, sottolineando come tutti potessero essere tra le vittime, riporta Attuale.
Tra le vittime ci sono molti italiani, tra cui Pantisano, nato in Germania da genitori calabresi emigrati. Due dei feriti sono in condizioni critiche. Il festival, che celebra la comunità LGBTQ+, è stato interrotto da questo attacco inaspettato, generando shock e tristezza tra i partecipanti.
Pantisano ha espresso il suo desiderio di non conoscere vittime tra i suoi amici e familiari. “Spero di no. Non sappiamo ancora le loro generalità. Non siamo riusciti a sentirci, a contarci”, ha dichiarato. Per ora ci si concentra sulle iniziative di cordoglio in memoria della vittima e del recupero dei feriti.
Riguardo al profilo del sospettato, si parla di legami con l’ISIS. Pantisano ha detto: “Stiamo parlando di islam radicale, certo. Ma il messaggio omofobo arriva da varie religioni. L’odio che viene dalla chiesa cattolica è ben documentato; l’omofobia è stata spesso importata durante la colonizzazione”. Inoltre, ha avvertito che la comunità queer è sotto attacco in tutto il mondo, evidenziando precedenti attacchi omofobi, come la strage al Pulse di Orlando e l’attentato al Pride di Oslo.
Pantisano ha evidenziato come le ideologie di destra in Europa stiano cercando di negare i diritti LGBTQ+, citando anche la difficile situazione in Germania con i partiti cristiano-democratici e i loro tentativi di eradicare i diritti della comunità. “La Costituzione stessa non ci difende”, ha aggiunto, alludendo al fatto che le manifestazioni come il Pride sono essenziali per la lotta politica per i diritti umani.
Il clima di paura sta costringendo la comunità LGBTQ+ a rimanere cauta, ma Pantisano ha dichiarato: “Siamo molto preoccupati”. Questo evento tragico segna una nuova fase delle aggressioni contro la comunità queer in Europa, richiedendo una risposta forte e determinata contro qualsiasi forma di odio e violenza.
26 luglio 2026
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