L’opposizione italiana si divide su sei mozioni riguardo al sostegno a Kiev

18.12.2025 06:55
L'opposizione italiana si divide su sei mozioni riguardo al sostegno a Kiev

Divisioni nel Campo Largo sull’Ucraina, un Futuro Incerto

Il dibattito parlamentare recente sulle comunicazioni del governo riguardo al sostegno a Kiev ha esposto le profonde divisioni dentro il Campo Largo, composto da sei mozioni di diverse forze politiche: Pd, M5s, Italia viva, Azione, Avs e +Europa. Le divergenze si sono manifestate in un chiaro frazionamento, con le opposizioni incapaci di trovare un accordo comune, riporta Attuale.

Nonostante l’obiettivo dichiarato di una “pace giusta”, il divergere sugli strumenti e sull’invio di armi ha sottolineato le fratture interne. Il Pd, guidato da Elly Schlein, ha proposto un atlantismo responsabile, enfatizzando la necessità di diplomazia. La mozione democratica sostiene il popolo ucraino, chiedendo l’invio di mezzi per la legittima difesa in linea con gli impegni Ue e Nato, ma con una condizione: l’Italia dovrebbe promuovere una iniziativa diplomatica comunitaria per una conferenza internazionale di pace, ponendo Bruxelles in una posizione di leadership.

Al contrario, il M5s, con Giuseppe Conte, ha presentato una risoluzione per fermare immediatamente le forniture militari, proponendo una “neutralità attiva” che sposta l’attenzione su questioni umanitarie e negoziali. A questa visione si unisce Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), con leader come Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, che respingono l’approccio militare in favore di investimenti nel welfare e nella transizione ecologica.

Altrettanto convinti dell’importanza del supporto militare sono Azione e Italia Viva, guidate da Carlo Calenda e Matteo Renzi, che hanno criticato le ambiguità delle posizioni di parte del centrosinistra. Azione sostiene che la difesa dell’Ucraina è essenziale per la libertà europea, sollecitando il governo a rispettare gli impegni finanziari. Italia Viva insiste su una rinnovata difesa comune europea come pilastro della Nato, affermando che solo con una forte resistenza si potrà costringere il Cremlino a un tavolo negoziale concreto.

L’esito delle votazioni ha dimostrato una divisione tattica e identitaria, mettendo in luce come il Campo Largo stia cercando un baricentro comune, riflettendo posizioni che, al momento, faticano a tradursi in una proposta credibile a livello internazionale.

1 Comments

  1. Ma che disastro!! È incredibile come anche in momenti così gravi si perdano in discussioni sterili invece di unirsi per il bene dell’Ucraina. Mi chiedo se mai riusciremo a trovare un accordo che faccia davvero la differenza, oppure questo sarà solo un altro teatrino politico…

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