L’ossessione per il verde di re Carlo causa dimissioni tra i giardinieri del Gloucestershire

20.07.2025 18:05
L'ossessione per il verde di re Carlo causa dimissioni tra i giardinieri del Gloucestershire

LONDRA – La quotidianità a Highgrove e le complessità di re Carlo

Se la buona educazione è considerata una virtù fondamentale, essa non sempre regna a Highgrove, la residenza privata di re Carlo. Coloro che lavorano al suo servizio descrivono il sovrano come un capo esigente, che formula richieste specifiche e talvolta non le comunica nel modo migliore. Inoltre, a quanto pare, il re è noto per non offrire remunerazioni adeguate; dei dodici giardinieri assunti a tempo pieno nella sua tenuta del Gloucestershire, ben undici hanno rassegnato le dimissioni di recente.

Resta da chiedersi perché manchino i cartellini identificativi delle magnolie amate dal sovrano o come mai sia morta la sua azalea preferita. Anche il taglio dei delphinium, importante per lui durante l’estate, ha suscitato polemiche. La passione di Carlo per il giardino di Highgrove, aperto al pubblico dal 1996, è ben nota. Negli ultimi 45 anni ha lavorato instancabilmente per trasformarlo, tanto che si vanta di aver piantato personalmente ogni albero e arbusto. Ama talmente il suo giardino che si è assicurato di poter continuare a goderne anche dopo la sua incoronazione, nonostante sarebbe dovuto passare sotto la gestione del principe William. Recentemente, il giardino ha ospitato il primo ‘Summit dell’armonia’, un evento volto a promuovere la sua filosofia di vita, che sostiene l’armonia tra umanità e natura, al quale hanno partecipato rappresentanti di popolazioni indigene e esperti di medicina olistica.

Tuttavia, come riportato dal Sunday Times, l’armonia a Highgrove è di tanto in tanto interrotta. Il re ha l’abitudine di ispezionare i giardini, annotando osservazioni e critiche su bigliettini rossi da inoltrare ai giardinieri. «La sua posizione è unica e criticare o esprimere un parere contrario è difficile», racconta un giardiniere in forma anonima, sottolineando che Carlo non sempre riesce a controllare la sua rabbia. Un aneddoto famoso riguarda un giardiniere che ha scambiato il nome di un fiore: in risposta, il re avrebbe esclamato «non fatemi mai più vedere quest’uomo», causando il suo licenziamento. Un altro giardiniere ha commesso un errore di ortografia su un documento che avrebbe dovuto presentare al sovrano, e Carlo annotò «NO!», evidenziando la parola errata con indirizzi rossi.

Le ‘piccole esplosioni di irritazione’ di Carlo, come riportato da un suo collaboratore in un libro di Tom Quinn, sono ormai leggendarie. Chi potrebbe dimenticare la sua frustrazione con un calamaio durante la sua incoronazione o la sua irritazione per una penna che non funzionava? Da palazzo si fa sapere che, nonostante tali crisi, il re si pente immediatamente e tende a dimenticare rapidamente i contrasti. Da quando ha sposato Camilla, in realtà, ha dimostrato di essere molto più calmo.

Un’altra problematica riguarda la remunerazione: secondo il Sunday Times, metà dei giardinieri percepisce il salario minimo previsto dalla legge. Carlo, pur essendone al corrente, non ha proposto alcuna soluzione, nonostante i giardini di Highgrove siano tra i più visitati e generino un notevole fatturato, stimato in 6 milioni di sterline all’anno grazie anche a una vasta gamma di prodotti commerciali.

In sintesi, le complessità della vita a Highgrove illustrano non solo la passione di re Carlo per il giardinaggio, ma anche le sfide manageriali che affronta nel gestire il suo staff, coerentemente con la sua nuova visione regale, riporta Attuale.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere