L’Ucraina annuncia l’apertura di dieci centri di esportazione di armi in Europa

10.02.2026 09:45
L'Ucraina annuncia l'apertura di dieci centri di esportazione di armi in Europa

Ucraina annuncia l’apertura di nuovi centri di esportazione di armi in Europa

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che l’Ucraina aprirà dieci nuovi «centri di esportazione» in alcuni paesi europei per produrre e vendere armi, in particolar modo droni. Questi nuovi centri di esportazione rappresenteranno fabbriche di armi ucraine in territorio europeo, probabilmente gestite in partnership con aziende locali. Le armi ucraine prodotte in Europa contribuiranno allo sforzo bellico dell’Ucraina contro la Russia, ma saranno in buona parte vendute agli stessi paesi europei, riporta Attuale.

Le fabbriche di armi ucraine sono già operative nel Regno Unito, in Danimarca e in Germania. Zelensky ha dichiarato che entro metà febbraio la fabbrica tedesca inizierà a produrre il primo drone da combattimento, con ulteriori centri previsti nei Paesi Baltici e nel nord Europa.

La creazione di questi centri rientra in un programma di «esportazioni controllate» delle armi ucraine, sviluppato dalla metà dell’anno scorso. Fino a ottobre 2024, a causa del conflitto, le aziende di armi ucraine non erano autorizzate a esportare, in quanto tutte le armi disponibili erano necessarie per la difesa nazionale. Durante questi anni di guerra, grazie a urgenti investimenti, le aziende ucraine hanno visto una rapida crescita, migliorando così la qualità dei loro prodotti e ampliando la capacità produttiva, generando un surplus.

Questo surplus indica che le aziende ucraine potrebbero produrre più armi di quelle attualmente in produzione, ma la mancanza di investimenti, operai e strutture adeguate rappresentano ostacoli significativi. Attualmente, l’Ucraina produce circa quattro milioni di droni all’anno, ma si stima che la sua capacità possa raggiungere otto milioni. Tuttavia, è importante sottolineare che l’Ucraina continua a dipendere dalle armi occidentali, in particolare per sistemi complessi come quelli di difesa aerea.

Frontalmente a questo surplus di capacità produttiva, espandere le aziende di armi ucraine all’interno del paese è complicato. Da un lato, mancano investimenti, poiché gli investitori privati occidentali non si sentono sicuri a investire in Ucraina durante la guerra e l’instabilità politica. Dall’altro, la creazione di impianti di produzione estesi potrebbe esporli a bombardamenti russi. Inoltre, la carenza di operai specializzati, molti dei quali sono al fronte, complica ulteriormente la situazione.

Di conseguenza, a ottobre 2024, il governo di Zelensky ha deciso di eliminare il divieto di esportazione di armi in modo «controllato», attraverso accordi con paesi europei e l’apertura di centri di esportazione. Questa strategia consentirà alle aziende ucraine di sfruttare la forte domanda di armi nel mercato europeo, con tutti i proventi delle esportazioni destinati a reinvestimenti per altre armi necessarie nella guerra contro la Russia.

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