L’Ungheria continua a rilasciare “carte nazionali” ai cittadini russi e bielorussi

07.11.2025 16:45
L’Ungheria continua a rilasciare “carte nazionali” ai cittadini russi e bielorussi
L’Ungheria continua a rilasciare “carte nazionali” ai cittadini russi e bielorussi

Preoccupazione della Commissione Europea

Durante un briefing tenutosi a Bruxelles il 6 novembre 2025, il portavoce della Commissione Europea, Markus Lammert, ha espresso forte preoccupazione per il fatto che il governo ungherese guidato da Viktor Orbán continui a concedere permessi di soggiorno permanenti ai cittadini russi e bielorussi. Secondo Eurointegration, la Commissione monitora attentamente la pratica del rilascio di tali documenti in tutti gli Stati membri dell’UE, sottolineando che la guerra della Russia contro l’Ucraina rappresenta ancora una minaccia diretta alla sicurezza europea.

Programma ungherese per lavoratori stranieri

Come riportato da Eurointegration, nel luglio 2024 l’Ungheria ha incluso cittadini di Russia e Bielorussia nel programma delle “carte nazionali”, che permettono di lavorare nel Paese per due anni, con possibilità di rinnovo. Attraverso questo schema, decine di migliaia di cittadini russi e bielorussi possono entrare legalmente in Ungheria come lavoratori migranti, aggirando i controlli di sicurezza dell’UE e accedendo liberamente alla zona Schengen. Budapest ha dichiarato di aspettarsi circa 65.000 nuovi arrivati, che potranno successivamente richiedere la residenza permanente.

Rischi di sicurezza per l’UE

Diversi Stati europei hanno espresso il timore che questa politica possa facilitare l’ingresso di agenti russi in Europa per compiere atti di sabotaggio o spionaggio. Paesi come Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia e Finlandia hanno già vietato o fortemente limitato l’ingresso ai cittadini russi, mentre l’approccio ungherese viene percepito come una “falla” nella sicurezza comune europea. Lammert ha inoltre ricordato che l’UE ha sospeso nel 2022 l’accordo di facilitazione dei visti con la Russia e che il numero di visti Schengen concessi ai cittadini russi è diminuito drasticamente: da oltre 4 milioni nel 2019 a poco più di 500.000 nel 2024.

Possibili sanzioni contro Budapest

Secondo DW, la Commissione Europea sta valutando nuove misure in materia di visti per i cittadini russi e potrebbe aprire una procedura di infrazione contro l’Ungheria. Alcuni Paesi membri spingono addirittura per la sospensione di Budapest dallo spazio Schengen, accusando il governo di Orbán di indebolire la solidarietà europea.

Crescente isolamento dell’Ungheria

La politica migratoria e dei visti di Budapest mina la posizione comune dell’UE nei confronti della guerra russa contro l’Ucraina. Tale atteggiamento, percepito come un tacito sostegno al regime di Putin, rischia di aggravare le tensioni con i principali partner regionali, in particolare con Polonia e Romania, e di compromettere i fondi europei destinati all’economia e alla difesa ungherese.

1 Comment

  1. Ma dai, ma cosa sta succedendo in Ungheria? È allucinante che Orbán continui a dare permessi ai russi e bielorussi mentre la guerra infuria. Questo non fa altro che creare rischi seri per la sicurezza europea. Non è che ci vuole un genio per capire che così si mette in pericolo la stabilità del continente…

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