Declino dell’Impegno dell’Unione Europea sul Cambiamento Climatico
Il Green Deal europeo, un ambizioso piano approvato dal Parlamento e dalla Commissione Europea nella scorsa legislatura, ha subito un significativo ridimensionamento, evidenziando un crescente disinteresse per il cambiamento climatico a livello politico. Inoltre, l’Unione Europea non ha presentato nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite di New York, poiché non è stato raggiunto un accordo tra i paesi membri, mentre la Cina ha annunciato il suo impegno per la prima volta a ridurre le proprie emissioni, riporta Attuale.
Questa situazione ha portato a un notevole cambiamento nella percezione dell’Unione Europea, che fino a poco tempo fa era considerata un leader nella lotta al riscaldamento globale. La sua influenza sta diminuendo e ciò ha ripercussioni significative: un minore impegno europeo potrebbe disincentivare altri paesi e organismi internazionali ad adottare politiche sul clima, compromettendo così gli sforzi globali per contenere il cambiamento climatico.
Recenti eventi, tra cui la pandemia di Covid-19 e l’invasione russa dell’Ucraina, hanno messo a dura prova le economie europee, costringendo i governi ad aumentare la spesa pubblica e a ridurre i fondi destinati alla lotta contro il cambiamento climatico. Questo contesto ha portato a un incremento della spesa militare e una diminuzione degli investimenti nelle politiche ambientali.
Nonostante ciò, gli effetti del cambiamento climatico rimangono evidenti, con l’Europa che registra un aumento della temperatura media e un incremento degli eventi climatici estremi, come incendi e alluvioni. Attualmente, l’Unione Europea è in linea per ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, grazie a normative precedentemente introdotte. Tuttavia, gli esperti avvertono che le misure adottate fino ad ora sono insufficienti per mantenere l’aumento della temperatura entro i limiti previsti dall’Accordo di Parigi.
Durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, vari paesi, tra cui Brasile e Cina, hanno presentato obiettivi per il 2035. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha dichiarato che l’Unione si impegnerà a ridurre le emissioni tra il 66,25% e il 72,5%. Tuttavia, tali proposte non sono vincolanti e necessitano dell’approvazione del Parlamento Europeo e degli Stati membri, un processo reso complicato dall’ascesa di partiti di destra e di estrema destra critici nei confronti delle politiche ambientali.
Nell’estate del 2025, la Commissione Europea ha proposto di ridurre le emissioni del 90% entro il 2040, ma senza fissare obiettivi specifici per il 2035. La proposta prevede la possibilità di compensare le emissioni grazie al sistema dei “crediti di carbonio”, una misura che suscita scetticismo tra gli esperti riguardo alla sua efficacia.
Incredibile come l’EU, che sembrava un faro nella lotta contro il cambiamento climatico, ora vacilla così in fretta. Ma che messaggio stiamo dando al mondo? Se continua così, sarà difficile per altri seguire il nostro esempio… La salute del pianeta non dovrebbe essere la nostra priorità?