L’ultimatum: o si fa retromarcia o perderanno due milioni di euro. La lettera inviata al presidente della Fondazione: «Grave mancanza professionale». Chiesti chiarimenti anche alla Farnesina, riporta Attuale.
La Commissione europea ha avviato la procedura per congelare o revocare i fondi alla Biennale di Venezia. Secondo quanto riportato da Repubblica, la minaccia è legata alla riapertura del Padiglione Russia, chiuso nel 2022 in seguito all’inizio del conflitto in Ucraina. L’avviso è stato trasmesso al presidente della fondazione Pietrangelo Buttafuoco tramite una lettera dall’Agenzia esecutiva per l’istruzione e la cultura, un’agenzia della Commissione Ue. Il messaggio è chiaro: «La informiamo dell’intenzione di sospendere o terminare il finanziamento». La Biennale ha adesso trenta giorni per chiarire la sua posizione o tornare sui propri passi. In caso contrario, perderà due milioni di euro previsti per il finanziamento triennale dal 2025 al 2028.
La ragione: avete violato le sanzioni
«A nostro avviso, il fatto che, nel contesto della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, la Biennale abbia accettato la partecipazione di artisti russi come “delegazione governativa”, la cui partecipazione è interamente finanziata e promossa dal governo russo, con un padiglione nazionale, implica che la Biennale sembra aver accettato un sostegno indiretto da parte del governo russo in cambio della concessione di una piattaforma culturale, in violazione» dell’articolo 5 del regolamento del 2014 sulle sanzioni contro Mosca, afferma la lettera. Si tratta di una «grave mancanza professionale», sottolineano da Bruxelles. L’inaugurazione dell’evento è prevista per il 9 maggio. Se la Biennale decidesse di fare retromarcia e fornisse giuste motivazioni, i fondi non saranno persi.
L’Ue spinge anche la Farnesina: prendete una posizione
Il caso sta assumendo rilevanza politica su più fronti. L’Unione Europea attende anche una presa di posizione da parte della Farnesina. La Commissione, il 27 marzo, ha scritto al rappresentante permanente dell’Italia a Bruxelles, Vincenzo Celeste, chiedendo di «esprimersi sulla compatibilità» della scelta di Buttafuoco. L’ambasciatore ha inoltrato la richiesta alla Farnesina, ma finora non è giunta alcuna risposta. Gli uffici di Tajani hanno comunicato a Repubblica che non dispongono ancora di tutti gli elementi necessari. Il Mibac, tuttavia, ha ricevuto documentazione dalla Biennale circa venti giorni fa, ma il tempo è ormai scarso.