Magdalena Andersson e l’impatto della sua leadership in Svezia
DALLA NOSTRA INVIATA
STOCCOLMA – Undici mesi di governo di Magdalena Andersson, la prima donna a ricoprire il ruolo di premier in Svezia, hanno segnato una svolta significativa nella politica del paese nordico. Tra le sue principali azioni, il contributo all’adesione della Svezia alla Nato e l’invio di armi all’Ucraina, hanno interrotto una lunga tradizione di neutralità. L’ex premier è stata al centro del dibattito politico, descritta da alcuni come «grigia socialista», ma ritenuta «la figura politica più affidabile» dagli svedesi, riporta Attuale.
Andersson, con un background accademico prestigioso e anni di esperienza come ministra delle Finanze, ha affrontato sfide significative durante il suo breve mandato. Ha portato avanti un programma di governo socialdemocratico, nonostante una maggioranza ristretta di 100 deputati su 249, a seguito della defezione dei Verdi.
Uno dei tratti distintivi del suo governo è stata la svolta nella politica migratoria. Nel 2015, ha sostenuto un bilancio straordinario per accogliere 162.000 richiedenti asilo, per poi adottare un approccio più restrittivo in risposta alle pressioni interne. «Abbiamo cambiato una politica migratoria insostenibile», ha affermato e ha continuamente ribadito la necessità di politiche più rigorose.
Nonostante il vantaggio iniziale della sua coalizione di centrosinistra, Andersson ha affrontato un campo elettorale dominato dai Democratici svedesi, descritti come un partito di ultradestra che ha guadagnato popolarità nella campagna elettorale. Questo contesto le ha imposto di giocare una partita difficile, riflettendo le preoccupazioni degli elettori riguardo alle politiche migratorie.
Il 28,4% ottenuto dal partito socialdemocratico alle ultime proiezioni rappresenta una sfida, ma anche un consuntivo pari a quello delle elezioni del 2022. Se chiamata a formare un nuovo governo, Andersson avrà la libertà di esplorare alleanze con vari partiti, inclusi i Moderati e i Verdi, o persino di considerare un governo di minoranza. La sua precedente esperienza le conferisce una voce di rilevo nella storia politica svedese.