Massimo Cacciari: «Il Campo Largo può vincere, ma le primarie rischiano di danneggiare il Pd»

09.10.2026 09:15
Massimo Cacciari: «Il Campo Largo può vincere, ma le primarie rischiano di danneggiare il Pd»

Il filosofo Massimo Cacciari ha espresso dubbi sulla capacità del Campo largo di vincere le prossime elezioni, sottolineando l’importanza delle primarie che definisce inutili. In un’intervista al Corriere della Sera, l’ex sindaco di Venezia ha avvertito: «Il rischio – dice – è quello di non fare niente. Bisognerebbe riconoscere uno straccetto di verità: le coalizioni sono divise al loro interno, non hanno una linea comune, e questo le blocca», riporta Attuale.

La longevità del centrodestra

Cacciari riflette sulla longevità del centrodestra, affermando che, nonostante il loro record di permanenza al potere, non hanno realizzato riforme significative. «Non che sia facile, con le guerre e quant’altro. Sono divisi su tante cose, ma hanno una leader forte che li tiene insieme. A sinistra mancano sia l’unità sul programma che una guida condivisa», ha dichiarato, ricordando come, in passato, l’Ulivo avesse una figura di riferimento come Romano Prodi.

Il Campo Largo

Riguardo al Campo largo, Cacciari ha avvertito dei pericoli delle primarie. «Se Elly Schlein dovesse perdere, il Pd andrebbe incontro allo sfascio. Non sono un tifoso di Schlein, ma se lei fosse sconfitta, il partito tornerebbe a quella classe politica che ha portato il Pd alla decadenza. Se vincesse, dovrebbe confrontarsi con l’elettorato dei Cinque Stelle», ha detto, sottolineando che questa dinamica potrebbe complicare ulteriormente la situazione per il partito.

Il terzo nome

Per quanto riguarda l’ipotesi di un terzo nome, come quello del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, Cacciari ha commentato: «È molto bravo e fa bene il sindaco, ma avrebbe dubbi. Dovrebbe fare il premier senza avere parlamentari che lo supportino direttamente». Ha quindi evidenziato che il Campo largo deve partire da un programma chiaro e unificante, evitando «duecento pagine di chiacchiere» e puntando su pochi argomenti concreti.

Le due linee

Cacciari ha delineato due linee fondamentali per la politica futura, la prima riguarda la politica estera: «Siamo per la pace, e per raggiungerla occorre un compromesso». Ha sottolineato l’importanza di evitare una vittoria netta che potrebbe portare a una escalation del conflitto, pur affermando che l’aiuto a Kiev è necessario per impedire il trionfo di Putin. La seconda linea, rivolta a temi economici, propone una tassazione progressiva rispettosa della Costituzione, accennando alla necessità di spiegare come finanziare piani ambiziosi senza cadere in dispute ideologiche.

L’astensione

Infine, Cacciari ha criticato la mancanza di consapevolezza riguardo all’astensione elettorale: «Destra e sinistra sono fuori dalla realtà e non riconoscono il problema. L’astensione massiccia delegittima la democrazia». Ha osservato che, con la nuova legge elettorale, il premio di maggioranza si attiva solo con il 42 per cento, suggerendo che entrambi i blocchi potrebbero non raggiungere questo obiettivo e le decisioni cruciali sarebbero rimandate al Parlamento.

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