Marco Rubio: il “viceré” del Venezuela che controlla la presidente ad interim Delcy Rodríguez

13.07.2026 12:55
Marco Rubio: il "viceré" del Venezuela che controlla la presidente ad interim Delcy Rodríguez

Marco Rubio: il “viceré” del Venezuela sotto la guida degli Stati Uniti

Un’inchiesta approfondita del New York Times ha rivelato come il segretario di Stato statunitense Marco Rubio eserciti un controllo diretto sul Venezuela, gestendo da lontano le decisioni cruciali della presidente ad interim Delcy Rodríguez riguardo finanze, risorse naturali e vita politica del paese, riporta Attuale.

Rodríguez, ex vice dell’ex presidente Nicolás Maduro, è stata deposta dagli Stati Uniti lo scorso gennaio in seguito a un’operazione militare. Rubio, di origini cubane e che parla spagnolo, fece una telefonata a Rodríguez, offrendo la scelta di collaborare con gli Stati Uniti o subire le conseguenze di un attacco. La presidente ad interim ha accettato di collaborare e ora le sue decisioni dipendono in gran parte da Washington.

Secondo l’inchiesta, Rubio non ha mai visitato il Venezuela dalla destituzione di Maduro, ma mantiene contatti costanti e frequenti con Rodríguez, comunicando tramite WhatsApp. Nonostante gli scambi in apparenza cordiali, il potere è chiaramente sbilanciato, con molti funzionari e membri dell’amministrazione che lo hanno soprannominato “viceré” del Venezuela.

Il controllo del paese da parte degli Stati Uniti è stato particolarmente evidente nel settore petrolifero, con gli Stati Uniti che hanno avviato il commissariamento delle esportazioni subito dopo la rimozione di Maduro. Oggi, Washington gestisce le vendite di petrolio, versando parte dei ricavi al regime di Rodríguez, creando così una dipendenza economica totale da parte del governo venezuelano, che fatica anche a pagare i propri dipendenti pubblici.

Inoltre, il governo di Rodríguez è tenuto a presentare un bilancio mensile alla Casa Bianca, concedendo agli Stati Uniti un controllo deciso sulla gestione economica venezuelana. Rubio gestisce anche l’applicazione delle sanzioni statunitensi e decide con chi il governo di Rodríguez può commerciare, favorendo le aziende statunitensi e influenzando le nomine governative che formalmente spettano alla presidente.

Rodríguez è soggetta anche al controllo della sua immagine pubblica, con tutte le sue comunicazioni sui social media che devono essere approvate prima della pubblicazione. Ad esempio, un messaggio del ministro degli Esteri venezuelano, Yván Gil, contro le aggressioni statunitensi e israeliane è stato rapidamente rimosso su richiesta dell’amministrazione Trump.

Rubio ha delineato i piani per il Venezuela in tre fasi: ripristino dell’economia, stabilizzazione e trasizione democratica. Attualmente, si sostiene di essere nella seconda fase, nonostante i recenti terremoti che hanno causato oltre 4.000 vittime. Gli Stati Uniti hanno inviato forze e aiuti al paese in risposta a questa crisi.

Tuttavia, la fase finale di transizione democratica appare lontana, con il governo di Rodríguez che continua a reprimere il dissenso e non offre segnali di elezioni democratiche imminenti. La decisione finale su questi sviluppi, comunque, spetta esclusivamente a Rubio.

Questo coinvolgimento del segretario di Stato riflette la sua carriera politica, avviata nel 2000 con il supporto della comunità cubano-americana di Miami. Rubio ha sempre sostenuto la necessità di rovesciare i regimi non democratici in America Latina e ha avuto un ruolo cruciale nella pressione contro il governo venezuelano di Maduro, culminata nella sua rimozione.

Inoltre, Rubio è uno dei principali candidati repubblicani per le elezioni presidenziali del 2028, un’opportunità che solidificherà ulteriormente il suo status nel panorama politico statunitense.

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