Rinvio a giudizio per Maria Rosaria Boccia accusata di stalking nei confronti di Gennaro Sangiuliano
Maria Rosaria Boccia, imprenditrice di Pompei, dovrà affrontare un doppio tornante giudiziario, dopo che il gup di Roma, Gabriele Fiorentino, ha disposto il rinvio a giudizio con l’accusa di stalking aggravato, lesioni, e interferenze illecite nella vita privata dell’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Il processo è fissato per il 6 ottobre, riporta Attuale.
Inoltre, Boccia è oggetto di un’altra indagine della Procura di Roma, relativa alla diffusione di informazioni riguardanti la vita privata di Sangiuliano e della moglie, Federica Corsini. Questa inchiesta è scaturita dalla denuncia presentata da Sangiuliano, attuale capogruppo FdI alla Regione Campania, e comprende 33 episodi di presunta persecuzione avvenuti nel 2024. Secondo l’accusa, Boccia avrebbe inflitto continue vessazioni all’allora ministro, imponendosi in modo umiliante e invasivo nella sua vita personale.
Tra gli episodi contestati, vi sono state richieste insistenti riguardo al telefono cellulare di Sangiuliano, l’imposizione di non indossare la fede nuziale, e persino l’obbligo di tenere aperta la porta del bagno durante i suoi bisogni fisiologici, per esercitare un controllo totale sulle sue azioni.
Il gup ha accolto le motivazioni delle pm Giulia Guccione e Barbara Trotta, descrivendo le azioni di Boccia come “condotte reiterate ossessive e di penetrante controllo”. È stata pertanto formalizzata l’accusa di stalking, considerato che lo scopo delle condotte sarebbe stato ottenere una nomina fiduciaria presso il ministero. Inoltre, si sono costituite parti civili anche la moglie Federica e l’ex capo di Gabinetto del ministero della Cultura, Francesco Gilioli, che ha dichiarato di ritenere “lesa la sua immagine di alto funzionario dello Stato”.
In merito alla decisione del gup, l’imprenditrice ha definito il pronunciamento “affrettato”: “Certamente non mi soddisfa, sia in considerazione di quanto prodotto in udienza che per la rapidità con cui il giudice ha espresso il suo verdetto – ha dichiarato –. Durante la discussione sono stati analizzati i punti critici di un fascicolo di circa diecimila pagine e speravamo in una valutazione più approfondita”.
La difesa di Boccia ha sollevato dubbi sull’inquadramento giuridico delle accuse: “Non comprendiamo come sia possibile configurare lo stalking tenendo conto del potere che Sangiuliano aveva di interrompere il rapporto quando lo desiderava”. I legali sono certi di un’archiviazione. In un altro filone d’inchiesta, la Boccia è indagata dalla Procura di Roma, insieme al giornalista Carlo Tarallo, per la diffusione di informazioni sulla vita privata di Sangiuliano e della moglie. Entrambi sono accusati di aver reso pubblica una telefonata del dicembre 2024 in cui l’ex ministro confessava a Corsini la sua relazione con l’imprenditrice.
Il legale di Tarallo ha sottolineato che il sito per cui lavorava il giornalista “non ha fatto altro che riportare stralci di un audio già diffuso da altri, per i quali l’indagine si è conclusa con un’archiviazione”. Si riferiva a una sentenza del tribunale di Roma che ha annullato la multa da 150mila euro inflitta dal Garante della Privacy alla Rai per la trasmissione della conversazione tra Genny e Federica durante una puntata di Report. Secondo i giudici romani, era “legittimo e di interesse pubblico” trasmettere quell’audio.