Quattro compagni di classe indagati per stalking dopo il suicidio di Paolo Mendico di 14 anni a Santi Cosma e Damiano

03.03.2026 12:55
Quattro compagni di classe indagati per stalking dopo il suicidio di Paolo Mendico di 14 anni a Santi Cosma e Damiano

Indagine su Stalking dopo il Suicidio di un Quattordicenne a Santi Cosma e Damiano

Quattro ragazzi sono attualmente sotto indagine da parte della procura per i minorenni di Roma per stalking, in relazione alla morte di Paolo Mendico, il quattordicenne che si è tolto la vita a Santi Cosma e Damiano lo scorso mese di settembre, presumibilmente a causa di bullismo, riporta Attuale.

Paolo subiva frequentemente scherzi riguardo alla sua altezza, al suo fisico esile e ai capelli lunghi e biondi, tanto da ricevere i soprannomi di “Paoletta” e “Nino D’Angelo”, in riferimento al noto cantante napoletano. Due inchieste sono state avviate: una dalla procura dei minori di Roma, che sta esaminando la posizione di alcuni compagni di classe accusati di bullismo, e l’altra dalla procura di Cassino, che indaga su eventuali negligenze da parte di adulti come dirigenti scolastici, insegnanti e personale scolastico coinvolti nel caso.

Le indagini delle procure di Cassino e dei Minori di Roma sono entrate in una fase cruciale a quasi sette mesi dalla morte di Paolo, avvenuta l’11 settembre 2025 nella sua camera, proprio prima dell’inizio dell’anno scolastico.

Il provvedimento di accusa provvisorio contro i quattro compagni di scuola del Pacinotti descrive “condotte reiterate” di insulti, offese e minacce, che avrebbero provocato un “grave stato di ansia” nel ragazzo, inducendolo a cambiare le proprie abitudini.

Prosegue anche l’indagine principale a Cassino per istigazione al suicidio, attualmente contro ignoti. Il Racis dei carabinieri sta analizzando chat, audio, foto e messaggi sui dispositivi elettronici sequestrati a Paolo, con la perizia che è ormai prossima alla conclusione; la chiusura dell’inchiesta è attesa entro fine marzo e aprile.

A fine gennaio, la dirigente del Pacinotti, Gina Antonetti, ha subito una sospensione di tre giorni, disposta dal ministero dell’Istruzione e del Merito. Gli ispettori hanno denunciato che “sulla morte di Paolo, la scuola ha mentito”, raccomandando tre provvedimenti disciplinari ai danni della dirigente, della vicepreside e della responsabile della succursale, accusate di “condotte omissive”. Antonetti ha respinto categoricamente le accuse, sottolineando la mancanza di denunce formali da parte della famiglia e difendendo i docenti dall’accusa di indifferenza. Gli ispettori, inviati dal ministro Valditara il 16 settembre, hanno infatti presentato un rapporto di 28 pagine, evidenziando omissioni, “meccanismi difensivi” da parte della scuola e una mancanza di protocolli antibullismo.

Un episodio cruciale nell’inchiesta è rappresentato dalla bocciatura in matematica di Paolo: mentre un compagno, indicato tra i bulli, veniva promosso grazie a un doposcuola, le lezioni extra erano inaccessibili a Paolo per motivi economici. L’insegnante sottolineò che “non costava tanto”, umiliandolo e bullizzandolo davanti alla classe. Paolo riuscì a recuperare il ‘debito’ scolastico, rinunciando ai corsi di musica, una privazione che gli procurò un profondo senso di emarginazione e turbamento. “Era nel mirino fin dalle elementari”, dichiara il fratello Ivan, rivelando che già allora subiva vessazioni, punizioni e bullismo: matite spezzate, quaderni scarabocchiati, minacce di morte e insulti come ‘femminuccia’ o ‘Paoletta’.

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