Intervista alla ministra dell’Ambiente brasiliana: l’importanza della COP30
Marina Silva, ministra dell’Ambiente del Brasile, ha dichiarato che il multilateralismo è indebolito e che l’attuale contesto di guerre mina la cooperazione internazionale. In vista della Conferenza delle Nazioni Unite sul clima (COP30), che si svolgerà a Belém il prossimo novembre, Silva ha sottolineato che i problemi climatici devono essere affrontati congiuntamente da diversi Paesi, riporta Attuale.
Secondo Silva, l’impatto dei conflitti armati e delle guerre commerciali compromette ulteriormente la fiducia necessaria per affrontare le sfide globali. La ministra ha evidenziato il ruolo cruciale degli Stati Uniti, affermando che la loro posizione sulla climatologia e i dazi introdotti a danno del Brasile alimentano la crisi ambientale e ostacolano la cooperazione internazionale.
Critiche a Trump e al suo approccio negazionista nei confronti del cambiamento climatico. Silva ha definito grave il messaggio dell’ex presidente americano, che ha sminuito la scienza climatica. Ha osservato che il negazionismo del cambiamento climatico non potrà durare a lungo, poiché molte persone negli Stati Uniti già subiscono gli effetti devastanti dell’emergenza climatica.
Relazioni Brasiliani e gli Stati Uniti: la sfida dei dazi. La ministra ha ribadito l’importanza del dialogo tra Brasile e Stati Uniti, esprimendo preoccupazione per i dazi imposti da Washington sul Brasile, che cercano di proteggere un presidente golpista responsabile di danni ambientali inaccettabili. A detta sua, il Brasile punta all’azzeramento della deforestazione, ma ciò deve essere affiancato da una riduzione delle emissioni di carbonio provenienti da combustibili fossili per evitare catastrofi climatiche.
In merito alla Cina, Silva ha suggerito che il Paese dovrebbe assumere un ruolo di leadership climatica più decisivo, in particolare nel settore tecnologico, e ha avvertito della necessità di un’azione coordinata a livello globale che superi le divisioni tra Paesi sviluppati e in via di sviluppo.
Attesa per i nuovi piani di riduzione delle emissioni dell’UE. Silva ha espresso frustrazione per il ritardo dell’Unione Europea nell’annunciare i nuovi obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni (NDC). Ha avvertito che la mancanza di impegni concreti rappresenta una perdita di fiducia e leadership nel contesto internazionale.
Infine, ha delineato gli obiettivi del Brasile per la COP30, chiedendo un impegno per fermare l’uso di combustibili fossili e la deforestazione, avvertendo che i 100 miliardi di dollari richiesti per la transizione climatica non sono sufficienti rispetto ai 1.300 miliardi di dollari necessari all’anno.
Concludendo, Silva ha ribadito la rilevanza del dialogo democratico e la necessità di proteggere l’ambiente, a meno di due mesi dall’importante summit climatico.
Ma dai, è incredibile come il negazionismo climatico sia ancora così radicato! Gli effetti del cambiamento climatico li vediamo già qui in Italia, tra alluvioni e caldo estremo… Speriamo che alla COP30 si arrivi a dei veri accordi, senza chiacchiere!