Garlasco (Pavia), 7 novembre 2025 – L’ex procuratore di Pavia Mario Venditti è attualmente sotto indagine a Brescia per corruzione in atti giudiziari e sta “valutando” se presentare una denuncia in merito all’accusa formulata dai pm pavesi a carico di Andrea Sempio per il delitto di Garlasco, riporta Attuale.
Andrea Sempio e il delitto di Garlasco
Il difensore di Venditti, l’avvocato Domenico Aiello, ha dichiarato in una conferenza stampa che “non c’è dubbio” che l’accusa sia “una rappresentazione falsa”, sostenendo che iscrivere qualcuno in concorso con un altro sarebbe infondato, dato che una sentenza della Cassazione ha stabilito che c’era “un solo assassino e una sola presenza” sulla scena del crimine, ovvero Alberto Stasi. Aiello ha anche suggerito che vi sono possibili profili di falso ideologico.
Il ruolo di Alberto Stasi
L’avvocato Aiello ha affermato che “Venditti è l’obiettivo mediato” nei procedimenti penali in corso a Brescia, dove “l’obiettivo finale” è dimostrare l’innocenza di Stasi e indicare un nuovo colpevole in Andrea Sempio. Secondo Aiello, si sta cercando di perseguire un’indagine contraria alle procedure legali, poiché sarebbe necessaria una istanza di revisione sul “giudicato Stasi” da parte della difesa o della Procura generale di Milano. Ha inoltre esortato a vigilare sulle violazioni procedurali, sottolineando che il potere di vigilanza spetta al ministro della Giustizia e ai procuratori generali.
Il sistema Pavia
L’ex pm è accusato di aver ricevuto denaro (tra 20 e 30mila euro) per favorire l’archiviazione nel 2017 di Andrea Sempio, attualmente e nuovamente sotto inchiesta per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, avvenuto il 13 agosto 2007. Venditti è anche indagato dalla Procura bresciana per corruzione e peculato, in un’altra inchiesta relativa al presunto ‘sistema Pavia’, emerso dalle indagini ‘Clean’ della Procura pavese.
L’attacco frontale
L’attrito tra Venditti e la Procura di Brescia ha raggiunto livelli estremi. L’ex procuratore ha denunciato in una nota che “la Procura di Brescia, per perseguire il singolare obiettivo di sottopormi a una perquisizione infamante e a un sequestro punitivo, è disposta a falsificare le prove”, riferendosi alle asserzioni nel decreto dell’8 ottobre 2025 secondo cui avrebbe acquistato autovetture a prezzi inferiori a quelli di mercato, contrariamente a quanto aveva già reportato la Guardia di Finanza nel luglio 2025.
La richiesta di interventi
Venditti ha espresso la sua frustrazione dichiarando: “Ho tanta rabbia in corpo; il risultato ottenuto oggi, sebbene positivo nel contesto, non elimina il rammarico e il grave sconforto per quanto sto subendo immotivatamente. Questo nuovo annullamento dimostra la totale illegittimità ed arbitrarietà delle accuse nei miei confronti.” Ha auspicato che chi ha il potere di vigilare sul corretto svolgimento della funzione requirente “arresti questo linciaggio di piazza.” Ha concluso ringraziando il suo avvocato per il sostegno ricevuto.