Materie Maturità 2026: comunicazione ufficiale attesa entro il 31 gennaio con ritardo rispetto al 2025

27.01.2026 14:15
Materie Maturità 2026: comunicazione ufficiale attesa entro il 31 gennaio con ritardo rispetto al 2025

Roma, 27 gennaio 2026 – Si avvicina la Maturità 2026, l’esame finale delle scuole superiori, ufficialmente ancora noto come Esame di Stato, ma con il termine “Maturità” che ritorna nella comunicazione istituzionale, confermando una definizione storica ben radicata nel linguaggio comune. Le date principali sono già state fissate: la prima prova (tema di italiano) avrà luogo giovedì 18 giugno 2026, mentre la seconda prova scritta si svolgerà il giorno successivo, venerdì 19 giugno 2026. Rimane però da chiarire la questione più attesa dagli studenti: quali saranno le materie della seconda prova e su quali discipline si concentrerà il colloquio orale. A stabilirlo sarà, come ogni anno, il Ministero dell’Istruzione e del Merito, tramite un decreto dedicato, riporta Attuale.

Quando escono le materie e quel ritardo rispetto al 2025

La comunicazione ufficiale riguardante le materie della Maturità 2026 è attesa entro il 31 gennaio, con un ritardo di due giorni rispetto allo scorso anno, quando le materie della seconda prova scritta sono state comunicate dal ministero il 29 gennaio.

La normativa prevede infatti che il Ministero emani ogni anno, entro il mese di gennaio, un decreto che definisce gli elementi centrali dell’esame. Questo provvedimento servirà a stabilire ufficialmente la disciplina della seconda prova scritta, che varia a seconda dell’indirizzo, e a definire eventuali aggiornamenti sul formato dell’esame, inclusa la possibilità di una terza prova solo per specifici percorsi.

Il decreto indicherà anche le quattro materie su cui si svolgerà il colloquio orale, unitamente alle modalità di svolgimento. Questa informazione è cruciale per i maturandi, poiché consente di pianificare la preparazione in modo più mirato e realistico.

Entro il 31 gennaio, dunque, gli studenti riceveranno la comunicazione ufficiale sia sulla materia della seconda prova scritta sia sulle discipline oggetto del colloquio. Per gli istituti professionali, rimangono valide le regole particolari già previste dalla normativa vigente.

Mini guida pratica alla Maturità 2026

Come sempre, le materie della Maturità verranno annunciate attraverso i canali istituzionali: pubblicazione del decreto e comunicazione sul sito del Ministero, nella sezione dedicata all’esame finale del secondo ciclo.

Nelle precedenti edizioni, il cronoprogramma è stato simile: nel 2024 l’annuncio è avvenuto il 29 gennaio, mentre nel 2025 le discipline sono state comunicate con decreto ministeriale il 28 gennaio. Un andamento che rende plausibile anche per il 2026 una comunicazione negli ultimi giorni del mese.

Le novità della Maturità 2026

L’esame del 2026 rappresenterà anche una prova per alcune modifiche associate alla nuova impostazione ministeriale.

Una delle principali novità riguarda la commissione, composta da un presidente esterno, due commissari esterni e due commissari interni, per un totale di 5 membri invece di 7. Questo cambiamento mira a semplificare la struttura e a contenere i costi. Inoltre, i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento assumeranno ufficialmente il nome di “formazione scuola-lavoro”, evidenziando un legame strutturale tra educazione scolastica e sistema produttivo.

L’obiettivo dichiarato è quello di aiutare gli studenti a sviluppare competenze trasversali e a prendere decisioni più consapevoli nel passaggio al dopo-diploma, mentre si rinforza il ruolo dell’esame come snodo conclusivo e di valutazione complessiva.

Esame valido solo se si completano tutte le prove

Un altro punto di discussione è l’introduzione di un principio più rigido: l’esame sarà considerato valido solo se il candidato svolge regolarmente tutte le prove previste.

Questa norma è stata motivata dagli eventi dell’ultima maturità, dove alcuni studenti si erano rifiutati di sostenere l’orale come forma di protesta contro un sistema percepito come eccessivamente competitivo e ingiusto, contando sul fatto che i crediti del triennio e i punteggi dei due scritti avrebbero comunque garantito loro la sufficienza.

Dal 2026, questa possibilità non sarà più concessa: chi deciderà volontariamente di non presentarsi al colloquio rischia la bocciatura. Tuttavia, diversa è la situazione per coloro che, a causa di ansia o blocco emotivo, non riescono a rispondere: in tal caso non è prevista una sanzione automatica, poiché si distingue tra un’intenzione di protesta e un reale stato di difficoltà.

Bonus ridotto: da 5 a 3 punti

Allo stesso modo, cambia il bonus per i candidati migliori: scende da 5 a 3 punti, disponibili soltanto se il candidato ha ottenuto, con le tre prove e i crediti del triennio, un punteggio complessivo di almeno 90 punti.

La comunicazione delle materie rappresenta il primo snodo chiave dell’esame, ma non è l’unico passaggio da seguire. Dopo la pubblicazione del decreto di gennaio, l’attenzione si sposterà sulle commissioni. La comunicazione dei commissari esterni e della composizione definitiva avviene solitamente tra fine maggio e inizio giugno, momento in cui gli studenti possono conoscere la struttura completa della commissione e prepararsi con maggiore precisione anche per il colloquio.

1 Comments

  1. Ma che stress!! Ogni anno è sempre la stessa storia, sembra che non ci sia mai pace per noi studenti. Maturità, materia, commissione… e la pressione cresce!!! Ma, dai, spero che non ci sia qualche altra novità assurda quest’anno.

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