Il Presidente Mattarella firma la legge sulla Giornata nazionale del riciclo della carta
Roma, 15 ottobre 2026 – Oggi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ufficialmente firmato la legge che istituisce la Giornata nazionale del riciclo della carta, rendendola la cinquantunesima data di questo tipo nel calendario ‘istituzionale’ italiano. Secondo il capo dello Stato, il numero di queste celebrazioni è eccessivo, poiché solo in questa legislatura, avviata nell’ottobre del 2022, sono state create ben 20 ‘giornate nazionali’, riporta Attuale.
“Mi è stata sottoposta oggi, per la promulgazione, la legge, approvata da entrambe le Camere, che istituisce una giornata nazionale per il riciclo della carta: non sussistendo profili evidenti di incostituzionalità ho provveduto alla sua promulgazione, così come, pochi giorni addietro, è avvenuto per la legge che istituisce la giornata nazionale della meraviglia – ha affermato Mattarella – Desidero tuttavia far presente che il numero delle leggi che istituiscono giornate per segnalare valori, eventi, propositi, emozioni o aspetti della vita sta vertiginosamente aumentando, senza che siano emersi in proposito criteri omogenei”. Ha poi precisato: “Nelle ultime tre legislature ne sono state approvate, istituendo le relative giornate, trentasei”.
Queste giornate non sono un simbolismo privo di ripercussioni pratiche, poiché “prevedono la promozione di iniziative ad opera di uffici ed enti pubblici, particolarmente delle scuole, e talvolta anche delle università, prevedendo che svolgano attività didattiche o divulgative sul tema della singola legge”.
Tuttavia, il Presidente della Repubblica ha sottolineato che non tutte queste celebrazioni possiedono la stessa rilevanza. Mattarella ha osservato che le scuole non possono “assolvere tutti i compiti che vengono loro affidati da queste numerose e diverse disposizioni di legge”, suscitando un’interessante provocazione sul tempo effettivamente destinato all’insegnamento delle materie scolastiche.
In conclusione, il capo dello Stato propone di adottare altri metodi per celebrare queste ‘ricorrenze’, suggerendo che non sia necessario ricorrere a leggi che impongano obblighi agli enti pubblici.