Meloni assicura: “Non siamo in guerra” mentre gestisce l’escalation mediorientale

06.03.2026 06:25
Meloni assicura: "Non siamo in guerra" mentre gestisce l'escalation mediorientale

Meloni in Diretta: Italia si Dichiara Non in Guerra, Ma le Tensioni Geopolitiche Continuano

Una poltrona vuota in Parlamento e una voce in diretta radiofonica. Il paradosso di Giorgia Meloni si manifesta in un momento cruciale: la premier è assente, ma la sua presenza è percepita ovunque. Affida a Tajani e Crosetto il compito dell’informativa sull’escalation mediorientale, mentre attraverso Rtl 102.5 detta la linea politica, diventando il bersaglio delle opposizioni. Si astiene da giudizi sull’azione americana, rifugiandosi in dati di fatto per tranquillizzare l’opinione pubblica. Sottolinea la preoccupazione per un mondo “governato dal caos” e difende la decisione di supportare i Paesi del Golfo, “presi di mira dalla controffensiva iraniana”, in alleanza con Regno Unito, Francia e Germania. Vanno precisate le armi difensive, mentre l’uso delle basi per scopi logistici “resta regolato da accordi bilaterali”. Il messaggio chiaro è: “Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci”, riporta Attuale.

In Aula, i titolari di Esteri e Difesa seguono la linea tracciata. Tajani non si espone e giustifica la collaborazione Trump-Netanyahu affermando che “la scomparsa di Khamenei apre una prospettiva di pace nella regione”. Crosetto, al contrario, esprime chiaramente il suo disappunto: “Siamo sull’orlo dell’abisso. Il conflitto si muove al di fuori del diritto internazionale”. Accrescendo la tensione, dichiara: “La vera novità è la reazione dell’Iran. È grave che l’attacco abbia un effetto non calcolato da chi l’ha sferrato”. Tale divergenza tra i due ministri rafforza una realtà già complessa: “Non siamo una superpotenza. L’unico modo per contare è moltiplicare il nostro peso attraverso le alleanze”, aggiunge Crosetto.

La tensione con l’opposizione cresce, poiché il campo largo richiedeva un “no” preventivo all’impiego delle basi, un veto che la maggioranza rifiuta di concedere. Sebbene vi fossero buone basi per una mozione bipartisan, Palazzo Chigi ha fatto saltare ogni trattativa. Da un lato, la premier evita di esporsi a un Trump poco gradito, approvando una risoluzione del centrodestra che garantisce assistenza tecnica ai Paesi del Golfo, omettendo di menzionare esplicitamente Washington e Tel Aviv. Dall’altro, non adopera la linea di Sanchez per non compromettere le relazioni con gli Stati Uniti. Nel tentativo di contenere le polemiche, Meloni ha annunciato un intervento in Aula per mercoledì prossimo, mossa vista dalle opposizioni come un modo per evitare il dibattito durante una settimana delicata per il referendum.

Oltre alla strategia politica, la principale novità risiede nell’invio di assetti navali a Cipro. Proprio mentre la Difesa annuncia questa operazione, Meloni è in contatto con Macron, che coordina le operazioni di sicurezza anche con la Grecia. Meloni ribadisce che l’origine della crisi globale resta l’aggressione russa all’Ucraina, dopo aver parlato anche con Zelensky. A preoccupare, c’è anche il rischio di attacchi terroristici, con l’intenzione di “tenere alta la guardia”, mentre si fa strada l’incubo di una crisi economica. Meloni avverte: “Aumenteremo le tasse” per le aziende che trasferiscono l’aumento dei costi in bolletta ai consumatori. Sotto l’apparente ottimismo, si cela una realtà difficile: il fantasma della recessione e della crisi energetica continua a incombere, in un contesto già segnato dalla guerra.

2 Comments

  1. É una situazione davvero inquietante… mai avrei pensato di vedere l’Italia in mezzo a tutta questa tensione. Meloni sembra navigare in un mare di instabilità, ma non si capisce bene dove voglia portarci. E le tasse per le aziende? Non ci serve un’altra crisi, già siamo messi male! Un vero paradosso.

  2. Ma che situazione surreale, Meloni parla di non essere in guerra ma intanto le tensioni aumentano. Sembra che tutti si muovano a tentoni, e i poveri cittadini che ne pagano le conseguenze… La storia di Italia è sempre quella: politica che si occupa di tutto tranne che di noi. Ma che ci possiamo fare…

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