LA CELEBRAZIONE DEL GIORNO DEL RICORDO IN ITALIA
Il Giorno del Ricordo è stato commemorato in Italia con un’intensa cerimonia a Montecitorio. Le bandiere nazionali sventolano a Palazzo Chigi, mentre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, hanno reso omaggio alle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. La celebrazione, iniziata al mattino, si è conclusa con la visita di Mattarella alla mostra “Gli esuli fiumani, dalmati e istriani” al Vittoriano, dove è stato accolto da Renzo Codarin e Edith Gabrielli, riporta Attuale.
LA CERIMONIA A MONTECITORIO
La premier Meloni ha descritto la giornata come “una pagina dolorosa della nostra storia”, critica nei confronti del silenzio e dell’indifferenza che hanno caratterizzato il passato. “La Nazione non deve aver paura di guardare in faccia quella verità”, ha sottolineato, invitando a respingere ogni tentativo di negazionismo. “Il Ricordo non è rancore, ma giustizia”, ha aggiunto, parlando di una memoria condivisa necessaria per rafforzare la comunità nazionale. Allo stesso modo, il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha aperto le celebrazioni, sottolineando l’importanza di confrontarsi con le tragedie passate per affrontare le sfide future.
UNA DATA SPARTIACQUE
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha definito il 30 marzo 2004, giorno di approvazione della legge sul Giorno del Ricordo, una data spartiacque. “C’è stato un prima, durato troppi decenni, durante il quale la sofferenza di migliaia di compatrioti è stata occultata sistematicamente”, ha detto, riconoscendo l’importanza di quelle forze politiche che hanno avuto il coraggio di far conoscere la verità.
LA RICONCILIAZIONE E LE TESTIMONIANZE
Abdon Pamich, esule fiumano e marciatore olimpico, ha ricordato come questa data riapra in lui ferite profonde, risalenti alla sua fuga dal regime di Tito. “Le vere foibe sono l’oblio”, ha affermato, esprimendo la necessità di combattere ignoranza e intolleranza. Toni Concina, presidente onorario dell’Associazione Dalmati, ha condiviso sentimenti simili, mentre il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha richiamato il gesto storico di riconciliazione del 13 luglio 2020, quando Mattarella e il presidente sloveno, Borut Pahor, si sono uniti in segno di amicizia. “Oggi Slovenia e Croazia sono Paesi amici”, ha concluso Tajani, sottolineando l’importanza della cooperazione tra le nazioni nei Balcani.
È bello vedere che finalmente si ricorda un capitolo così doloroso della nostra storia. Ci sono voluti anni per affrontare questa verità, ma è fondamentale non dimenticare. La memoria è la chiave per costruire un futuro migliore… mah, speriamo che tutto questo non resti solo un rituale.