Meloni spinge per rivedere le tasse sugli inquinanti al Consiglio Ue per abbattere i costi energetici

19.03.2026 00:25
Meloni spinge per rivedere le tasse sugli inquinanti al Consiglio Ue per abbattere i costi energetici

Meloni a Bruxelles al Consiglio Europeo, in discussione la crisi dei prezzi

Roma – È un Consiglio europeo delicato – caratterizzato da molteplici tematiche e poche decisioni – quello al quale partecipa oggi e domani la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, volata a Bruxelles ieri sera, dopo il Consiglio dei ministri straordinario che ha affrontato il problema del caro carburanti, riporta Attuale.

Il governo italiano trova difficoltà nel far passare a livello europeo una revisione delle tasse sugli inquinanti, percepite come un costo aggiuntivo trasferito dai produttori sui prezzi finali dell’energia. Le aspettative di decisioni concrete durante questi incontri sono basse, poiché i punti all’ordine del giorno sono molti e tecnicamente complicati. Una certezza è che l’Europa tende a mantenere la distanza dal conflitto, rimanendo neutrale rispetto alle posizioni del presidente americano Donald Trump.

La situazione è ulteriormente complicata dalla crisi energetica, che colpisce in modo asimmetrico i vari Stati membri. Attualmente, l’Italia presenta un costo dell’elettricità di circa 129 euro/MWh, notevolmente superiore rispetto ai 72,88 euro della Francia e ai 47 euro della Spagna. Meloni ha dichiarato che l’obiettivo è di implementare “misure di breve termine” per abbattere i costi immediatamente, mentre propone anche un intervento più strutturale riguardo il meccanismo ETS. Questa proposta è stata avanzata insieme ad altri otto paesi, tra cui Polonia e Grecia, in cerca di revisioni entro la fine di maggio al più tardi.

Uno dei temi principali del Consiglio sarà anche la crisi in Ucraina, con un videocollegamento previsto con il presidente Zelensky. I leader europei dovranno affrontare il blocco del prestito di 90 miliardi da parte di Ungheria e Slovacchia, dovuto al veto di Viktor Orban, il quale richiede che “la parola data vada mantenuta”.

La due giorni europea della premier è stata preceduta da una colazione di lavoro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale, un incontro che ha visto la partecipazione di vari ministri tra cui Antonio Tajani e Matteo Piantedosi.

La relazione in Parlamento, che di solito avviene prima degli incontri europei, è stata anticipata a mercoledì scorso. Questa decisione ha suscitato le critiche delle opposizioni, che accusano Meloni di aver ricevuto un mandato “monco” in seguito ai recenti sviluppi della situazione internazionale. Nonostante i viaggi all’estero, oppongono i rappresentanti dell’opposizione, la premier sembra assente dal confronto diretto in Parlamento, sollevando preoccupazioni riguardo la trasparenza e la responsabilità nel governo italiano.

1 Comment

  1. Follia totale, i prezzi dell’energia continuano a salire mentre i nostri leader fanno solo chiacchiere. Ma che fine ha fatto il nostro governo? possibile che non riesca a far sentire la nostra voce in Europa? La gente ha bisogno di risposte, non solo di promesse!!

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