Meta condannata a una multa di 375 milioni di dollari per la protezione insufficiente dei minorenni
Un tribunale del New Mexico ha condannato Meta a pagare una multa di 375 milioni di dollari, pari a 323 milioni di euro, per non aver avvertito correttamente gli utenti dei pericoli delle proprie piattaforme (Facebook, Instagram e WhatsApp) e per non aver protetto i minorenni dai predatori sessuali, riporta Attuale.
Durante il processo è emerso che vari utenti utilizzavano i social network di Meta per adescare minorenni e scambiare materiale pedopornografico. Hanno testimoniato anche il CEO di Meta, Mark Zuckerberg, e quello di Instagram, Adam Mosseri, entrambi accusati di avere ignorato le segnalazioni sui rischi significativi associati alle loro piattaforme.
Finora, le piattaforme digitali sono rare volte state ritenute responsabili per i comportamenti dei propri utenti, poiché la legge statunitense non prevede tale responsabilità. Tuttavia, in questo caso, le accuse non si limitavano ai comportamenti degli utenti, ma coinvolgevano direttamente i dirigenti: il procuratore generale del New Mexico, Raúl Torrez, ha affermato che Meta era a conoscenza del potenziale danno dei propri prodotti ai bambini e ha scelto di non considerare le segnalazioni interne, ingannando il pubblico sulle reali informazioni in loro possesso. Zuckerberg e Mosseri hanno difeso la loro posizione sostenendo che non è possibile monitorare ogni attività sulla piattaforma a causa dell’enorme numero di utenti.
Il caso è iniziato a dicembre 2023, con il giudice che ha stabilito che Meta dovrà pagare 5.000 dollari – il massimo previsto dalla legge – per ogni violazione, per un totale di 375 milioni di dollari. Nella fase successiva del processo, prevista per maggio, Torrez chiederà al tribunale di ordinare modifiche operative a Meta per aumentare la protezione degli utenti. Meta ha annunciato la sua intenzione di presentare ricorso.