Protesta di Michele Finizio contro l’alto costo dei carburanti
Roma, 23 ottobre 2026 – Michele Finizio, 61 anni, titolare della pompa bianca Freeway snc situata sulla SS16 km 655 nel tratto San Severo-Foggia, è in sciopero della fame da tre giorni. Sua figlia, Vittoria, 25 anni, ha riferito all’ANSA che questa drammatica scelta del padre è conseguenza del caro carburante, riporta Attuale. “Mio papà non ce la fa più – spiega Vittoria – . Da 32 anni fa questo lavoro. Fino al 2015 è stato gestore di un distributore di carburante in autostrada e dal 2019 è titolare, insieme a mia madre, della pompa bianca nel territorio di San Severo. Ha 12 dipendenti, tra cui la sottoscritta, e il rischio è la cassa integrazione”.
“Il governo attuale ha imposto un price cap alle grandi società, le quali hanno abbassato il costo dei carburanti avendo le condizioni economiche per farlo – continua Vittoria – . Le pompe bianche, acquistando il carburante a prezzo pieno dalle stessa grandi imprese petrolifere, non riescono ad essere competitive. I singoli distributori indipendenti, circa 10.000 in Italia con oltre 20.000 dipendenti, sono attualmente fuori dal gioco”.
In un video pubblicato sui social, Michele ha annunciato il suo sciopero della fame ad oltranza, affiancato da due dipendenti, e ha chiesto l’intervento delle istituzioni. “Sono qui – afferma – e ho una sedia vuota davanti a me: chiedo che su quella sedia vengano a sedersi il ministro Urso, il ministro Salvini, competenti per il nostro settore. Inoltre invito sulla sedia la segretaria del Pd Elly Schlein, il segretario del partito Azione Carlo Calenda e il governatore Decaro per spiegare le ragioni della mia protesta. È una battaglia di libertà e diritto. Il price cap a meno della metà della rete è un’iniziativa del governo che esclude più del 50% dei punti vendita; noi siamo totalmente fuori mercato, è una grave distorsione del mercato“.
Questa situazione critica mette in evidenza le difficoltà economiche affrontate dai distributori indipendenti, costretti a fronteggiare un sistema che li penalizza. Il dibattito sull’intervento del governo si intensifica, mentre l’industria petrolifera continua a correggere i propri prezzi, lasciando gli operatori come Finizio a lottare per la sopravvivenza. Le reazioni politiche sulle proposte di riforma e sulla questione del prezzo dei carburanti sono attese nelle prossime settimane.