Terremoto al largo di Palermo, l’Ingv utilizza un nuovo sistema di allerta tsunami
Palermo, 23 ottobre 2026 – Due scosse di terremoto con magnitudo 5.5 sono state registrate oggi, 23 ottobre, al largo di Palermo e avvertite in tutta la Sicilia, riporta Attuale. L’Ingv ha applicato per la prima volta al mondo un nuovo sistema di allerta tsunami, noto come Probabilistic tsunami forecasting. Sebbene il rischio tsunami sia stato annullato dopo un’ora, la sequenza sismica è ancora attiva.
Salvatore Stramondo, ingegnere e direttore del Dipartimento terremoti dell’Ingv, ha sottolineato che la sequenza sismica è in corso, con ulteriori scosse registrate nell’area. “Siamo un Paese a media-alta pericolosità”, ha aggiunto Stramondo.
Il fenomeno sismico è attribuito al movimento della placca africana verso nord, in direzione della placca euroasiatica. Questo provoca un accumulo di energia che si libera attraverso i terremoti. Non è insolito che nella stessa area si siano verificati in passato altri eventi di magnitudo simile, con picchi superiori come un terremoto di magnitudo 5.9 più a sud.
Sicilia: rilevanze e preoccupazioni
Negli ultimi tre giorni, l’Ingv ha registrato scosse minori, inferiori a 4, per un totale di circa sessanta eventi sismici in una settimana. Secondo le proiezioni, la zona a nord della Sicilia è classificata come a rischio medio-alto in base alla mappa di probabilità che verrà aggiornato alla fine del 2026.
Stramondo ha dichiarato che, sebbene non si possa prevedere quando si verificheranno nuovi terremoti, è fondamentale lavorare sulla prevenzione e migliorare la qualità delle costruzioni. “Il rischio sismico è diverso dalla pericolosità”, ha specificato, citando che il primo comprende anche la vulnerabilità degli edifici e il potenziale impatto, come nel caso di una centrale nucleare.
Nuovo sistema di allerta tsunami
Il recente allerta per tsunami, lanciata dall’Ingv, è stata revocata in un’ora. Questo nuovo sistema, Probabilistic tsunami forecasting, consente di fornire stime rapide e specifiche, con l’obiettivo di ridurre l’ansia nelle aree colpite.
Alessandro Amato, sismologo dell’Ingv e presidente del gruppo di coordinamento intergovernativo per l’allerta tsunami dell’Unesco, ha chiarito che l’allerta è durata circa un’ora, a partire dal primo messaggio di informazione. “La prima notifica è stata inviata quattro minuti dopo la scossa più forte”, ha detto Amato, sottolineando la rapidità del nuovo sistema.
Il sistema è ora più sofisticato e accurato, fornendo confini e valori più precisi. Prima, le analisi si limitavano a magnitudo e profondità, mentre ora si verifica subito il tipo di faglia coinvolta.
Controllo del rischio tsunami in Italia
Per monitorare i potenziali tsunami, sismometri sono i primi strumenti impiegati, seguiti da mareografi e boe per misurare il livello del mare. L’ultimo evento significativo si è verificato a Stromboli nel 2002, fortunatamente in dicembre, riducendo l’impatto sulla popolazione, ha concluso Amato.