Allerta danese su un contesto di sicurezza in rapido deterioramento
L’8 dicembre 2025 il direttore dell’intelligence danese, Finn Borch Andersen, ha richiamato l’urgenza di un coordinamento più profondo tra gli Stati europei di fronte all’intensificazione delle operazioni ibride russe. Nella dichiarazione pubblicata dalla danese PET all’interno della pagina dedicata alle misure contro la guerra ibrida russa, Andersen ha affermato che Mosca conduce una campagna continua contro l’Europa attraverso attacchi mirati, attività di intelligence e forme di pressione non convenzionale. Nel briefing riservato al Consiglio Affari Interni dell’UE, il capo di PET ha sottolineato che l’ampiezza della minaccia, combinata con terrorismo, estremismo e accelerazione tecnologica, richiede una risposta comune e tempestiva.
Andersen ha ribadito che solo una cooperazione europea rafforzata può permettere di fronteggiare minacce in costante evoluzione. Per Copenaghen, la posta in gioco riguarda l’intero sistema di sicurezza del continente, aggravato dalla crescente assertività russa nello spazio euro-atlantico.
La centralità strategica della Danimarca tra Baltico e Artico
La posizione della Danimarca la rende un nodo critico per la NATO: il Paese controlla l’accesso al Mar Baltico, fondamentale per traffici commerciali, corridoi energetici e transito militare verso il fianco orientale dell’Alleanza. Questo ruolo, unito alla funzione di Paese di transito per le comunicazioni e la logistica euro-atlantica, attira da anni l’interesse delle attività russe.
Parte integrante del Regno danese è anche la Groenlandia, territorio strategico che collega Nord America, Europa e regioni artiche. La crescente competizione internazionale nell’Artico, dove convergono interessi militari e risorse naturali, rafforza l’importanza di Nuuk e delle sue infrastrutture nella strategia di deterrenza della NATO. La combinazione tra controllo del Baltico e presenza artica fa della Danimarca un elemento chiave nello sforzo occidentale di contenimento delle minacce russe.
Sostegno a Kyiv e rafforzamento del fianco est dell’Alleanza
Copenaghen è tra i partner europei più attivi nel sostegno all’Ucraina, con aiuti militari, politici e finanziari che includono forniture di armamenti avanzati. Tale impegno riflette la convinzione che la sicurezza ucraina sia direttamente collegata a quella degli Stati europei: ogni passo nel rafforzamento della difesa di Kyiv contribuisce alla stabilità del fianco est della NATO e limita la capacità russa di espandere la propria influenza.
Il supporto danese non si limita alla dimensione militare, ma mira anche a evitare che l’aggressione russa destabilizzi ulteriormente l’ordine europeo, aumentando la vulnerabilità delle infrastrutture energetiche e marittime della regione.
Difesa della Groenlandia e prevenzione della presenza russa nell’Artico
In risposta alle crescenti attività militari russe, la Danimarca ha intensificato la sorveglianza nel territorio groenlandese. L’espansione delle capacità di pattugliamento marittimo e aereo, comprese missioni antisommergibile, ha l’obiettivo di proteggere le rotte settentrionali e monitorare l’avvicinamento di unità russe. Questo rafforzamento contribuisce alla protezione dei punti d’accesso alla NATO attraverso l’Atlantico settentrionale, uno spazio sempre più esposto a manovre di contestazione da parte di Mosca.
Il fronte artico è così diventato uno dei pilastri della strategia di sicurezza danese, volto a prevenire l’insediamento di capacità russe in aree sensibili.
Cyberattacchi e operazioni informative come strumenti centrali della guerra ibrida
Parallelamente alle pressioni militari, la Danimarca affronta un aumento delle operazioni di influenza e degli attacchi informatici collegati all’ecosistema russo. In prossimità delle elezioni locali, istituzioni governative, municipalità e imprese della difesa sono state colpite da ondate di attacchi rivendicati dal gruppo filorusso NoName057. Le incursioni, sincronizzate con narrazioni favorevoli al Cremlino, hanno evidenziato la vulnerabilità delle infrastrutture civili e la necessità di una cooperazione più stretta tra gli Stati europei per la protezione di reti critiche e sistemi amministrativi.
Le campagne di disinformazione, combinate con attacchi digitali, mirano a erodere la fiducia pubblica e a indebolire coesione e resilienza delle democrazie occidentali.
Droni russi e pressioni ibride sullo spazio europeo
Un elemento crescente della dottrina ibrida russa è l’uso di droni per ricognizione, provocazioni e raccolta di informazioni sensibili. Questi dispositivi monitorano movimenti navali, infrastrutture critiche e reti energetiche, creando un clima di tensione costante. In alcuni casi le incursioni servono a testare le capacità di risposta della NATO e a individuare vulnerabilità nelle difese europee.
La Danimarca, per la sua posizione geografica e per il ruolo nel traffico marittimo internazionale, risulta particolarmente esposta a tali pressioni, che combinano minacce militari, tecnologiche e psicologiche.
La risposta occidentale come unica via per arginare la strategia russa
Secondo le valutazioni danesi, le operazioni ibride russe rappresentano una minaccia sistemica per tutta la regione europea e richiedono una risposta coordinata su scala NATO e UE. Mosca punta a destabilizzare le democrazie occidentali attraverso disinformazione, cyberattacchi e strumenti di pressione economica e sociale, con l’obiettivo di indebolire il sostegno all’Ucraina e creare divisioni interne.
Per contrastare questa strategia, le capitali europee devono adottare meccanismi rapidi di condivisione di intelligence, standard comuni di risposta agli incidenti e piattaforme integrate di difesa cibernetica. Azioni isolate dei singoli Stati non sono sufficienti contro un approccio russo che opera simultaneamente nelle sfere politica, digitale, economica e militare. Solo una postura collettiva può assicurare resilienza strategica e protezione delle società democratiche.
Non ci posso credere, sembra che la situazione nel Baltico stia diventando davvero pericolosa… La Danimarca ha un ruolo fondamentale e non possiamo permetterci di sottovalutare la minaccia russa. È incredibile come l’Europa debba unirsi di fronte a problemi così gravi, altrimenti rischiamo grosso!