Richard Gott, noto giornalista britannico esperto di America Latina, è deceduto all’età di 87 anni il 2 novembre. La sua carriera è stata segnata da eventi straordinari, tra cui l’identificazione del corpo di Che Guevara dopo la sua esecuzione in Bolivia nel 1967. Gott, che ha lavorato come reporter e editor per il Guardian, è stato un punto di riferimento nel campo del giornalismo fino a quando non si è dimesso nel 1994, a seguito di accuse di essere un informatore dei servizi segreti sovietici, riporta Attuale.
Gott viene ricordato non solo per le sue inchieste ma anche per il modo in cui ha documentato eventi critici, come l’assassinio di Guevara, avvenuto il 9 ottobre 1967 con il supporto della CIA. Gott, che aveva conosciuto il leader rivoluzionario nel 1963 a Cuba, descrisse l’esperienza di vedere il cadavere di Guevara, sottolineando l’impatto emotivo e storico di quel momento.
David Gott ha raccontato che il 9 ottobre 1967, alle cinque del pomeriggio, il corpo di Guevara è arrivato a Vallegrande su una barella legata a un elicottero, dopo essergli stato ordinato di essere fucilato. «Fissammo gli occhi aperti del cadavere, mentre due medici cercavano di preservarne l’aspetto con il liquido per l’imbalsamazione», ha ricordato Gott.
Il giorno seguente, fotografi e giornalisti arrivarono per documentare l’accaduto. La Bolivian government sentà la necessità di mostrare il corpo per confermare le loro azioni, facendo sì che l’immagine di Guevara divenisse iconica. Gott e un collega, Brian Moser, scattarono foto prima di tornare a Santa Cruz per avvisare il mondo di quanto accaduto.
Successivamente, la vita di Gott venne segnata da controversie, in particolare dall’accusa di essere un informatore del KGB, che culminò nella sua decisione di lasciare il Guardian. Gott negò le accuse, parlando di una «strana ripresa del maccartismo». Nella sua lettera di dimissioni, ammise di aver accettato viaggi finanziati dai sovietici e di avere avuto rapporti con i servizi segreti sin dal 1964.
La sua esperienza durante la Guerra Fredda lo portò a incontrare molti colleghi cameraman e reporter che furono anch’essi contattati da agenti della CIA e del KGB. Gott ha così lasciato un’impronta significativa nel giornalismo contemporaneo, sia per il suo coraggio nei reportage che per la sua controversa vita privata.