Mosca accelera i programmi anti-satellite puntando alla rete Starlink

23.12.2025 15:15
Mosca accelera i programmi anti-satellite puntando alla rete Starlink
Mosca accelera i programmi anti-satellite puntando alla rete Starlink

La Russia sta sviluppando un nuovo tipo di arma spaziale progettata per colpire la costellazione satellitare Starlink, utilizzando nuvole di granuli metallici rilasciati in orbita. L’informazione è emersa il 22 dicembre 2025, quando Associated Press ha riferito, citando le intelligence di due Paesi membri della NATO, che il progetto sarebbe in una fase avanzata di sviluppo e potrebbe avere conseguenze rilevanti per la sicurezza spaziale globale.

Secondo le valutazioni condivise tra gli alleati, il sistema sarebbe concepito come un’arma “ad area”, in grado di creare dense nubi composte da centinaia di migliaia di particelle metalliche. Questi frammenti, una volta dispersi, potrebbero danneggiare simultaneamente più satelliti in orbita bassa, colpendo in particolare le infrastrutture di comunicazione considerate critiche.

Granuli metallici e rischio di effetti incontrollabili

Gli analisti sottolineano che i granuli ipotizzati sarebbero talmente piccoli da risultare quasi invisibili ai sistemi attuali di monitoraggio spaziale. Questo renderebbe estremamente difficile individuare tempestivamente un attacco o attribuirne con certezza la responsabilità, creando un vuoto pericoloso nel quadro del diritto internazionale e dei meccanismi di deterrenza.

Allo stesso tempo, l’uso di una simile tecnologia comporterebbe il rischio di un caos incontrollato nello spazio. Le nuvole di detriti potrebbero interferire non solo con Starlink, ma anche con migliaia di altri satelliti appartenenti a governi e aziende private di diversi Paesi, inclusi la stessa Russia e il suo alleato strategico, la Cina.

Dubbi tecnici e valutazioni divergenti tra gli esperti

La credibilità del progetto è oggetto di dibattito tra gli esperti di sicurezza spaziale. Victoria Samson, analista della Secure World Foundation, ha espresso scetticismo sulla reale fattibilità di un’arma di questo tipo, mettendo in dubbio che possa essere utilizzata senza conseguenze devastanti per l’intero ambiente orbitale.

Di parere diverso è il comandante delle Forze spaziali canadesi, il brigadiere generale Christopher Horner, che considera plausibile lo sviluppo di tali capacità. La sua valutazione si basa anche su precedenti accuse occidentali secondo cui Mosca starebbe lavorando a sistemi di armamento spaziale ancora più estremi, inclusi progetti di natura nucleare.

Starlink come obiettivo strategico nel conflitto ucraino

Il contesto rende la minaccia particolarmente sensibile. Mosca considera Starlink un elemento chiave del vantaggio operativo ucraino, poiché migliaia di satelliti in orbita bassa hanno garantito alle forze armate di Kyiv comunicazioni ad alta velocità, supporto al comando e controllo e continuità dei collegamenti anche durante attacchi contro le infrastrutture terrestri.

Funzionari russi hanno più volte affermato che i satelliti commerciali utilizzati a supporto dell’esercito ucraino potrebbero essere considerati obiettivi legittimi. In questo quadro, lo sviluppo di capacità anti-satellite rappresenterebbe un’estensione diretta del confronto militare oltre l’atmosfera terrestre.

La minaccia come strumento di pressione e deterrenza

Anche senza un impiego effettivo, l’esistenza stessa di un’arma basata su nuvole di granuli potrebbe offrire a Mosca un potente strumento di pressione. La possibilità di provocare danni su vasta scala in orbita introduce un fattore di incertezza che costringe i Paesi occidentali a tenere conto del rischio, investendo risorse significative in prevenzione e protezione.

Secondo diversi analisti, questo meccanismo rientra in una strategia più ampia di guerra ibrida, in cui la minaccia diventa essa stessa un’arma. L’obiettivo non sarebbe solo militare, ma anche politico ed economico, alimentando timori di instabilità e mettendo alla prova la coesione degli alleati.

Le reazioni occidentali e il futuro della sicurezza spaziale

Regno Unito, Canada e altri Paesi NATO hanno già segnalato la disponibilità a rispondere a eventuali azioni ostili nello spazio. Le discussioni in corso includono la creazione di meccanismi internazionali di controllo, il rafforzamento delle capacità di sorveglianza orbitale e lo sviluppo di nuove tecnologie difensive.

La vicenda conferma una tendenza più ampia: la crescente militarizzazione dello spazio. Da dominio dedicato principalmente alla ricerca scientifica e alle comunicazioni civili, l’orbita terrestre sta diventando un nuovo teatro di confronto strategico, con il rischio di una corsa agli armamenti che potrebbe ridefinire le regole della sicurezza globale nei prossimi decenni.

1 Comments

  1. Questa situazione è allarmante! Non riesco a credere che siamo arrivati a sviluppare armi che possono colpire nello spazio… le nuvole di granuli metallici? Una follia! Siamo sempre più in balia di tensioni internazionali. Spero davvero che si trovi una soluzione pacifica, ma conoscendo la storia… sono piuttosto scettico.

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