New Delhi attua misure di sicurezza straordinarie contro la Gen Z, arrestato il leader dei Cockroach

10.10.2026 13:15
New Delhi attua misure di sicurezza straordinarie contro la Gen Z, arrestato il leader dei Cockroach

New Delhi in stato d’allerta per la protesta contro la revisione delle liste elettorali

Questa mattina, New Delhi si è presentata blindata, attrezzata per affrontare una possibile emergenza. Centinaia di blocchi stradali, 45 stazioni della metropolitana chiuse e internet spento sono solo alcune delle misure adottate in vista delle proteste contro la revisione delle liste elettorali. Questa manovra, perpetrata dalla Commissione elettorale sotto la guida di Gyanesh Kumar, prevede la cancellazione di oltre 130 milioni di nomi dagli elenchi, una strategia che, secondo l’opposizione, colpisce in modo mirato minoranze e potenziali elettori anti-Modi, riporta Attuale.

Il dispositivo di sicurezza schierato dal governo nazionalista indù di Narendra Modi, con il suo ministro dell’Interno Amit Shah, appare preparato a reprimere il movimento dei giovani denominato Cockroach Janta Party (CJP). Questo gruppo, emerso online a maggio e ironicamente ribattezzato “scarafaggi”, ha già messo in difficoltà l’esecutivo, costringendo il ministro dell’Istruzione a dimettersi a luglio dopo uno scandalo riguardante esami truccati.

Le autorità hanno attuato una risposta preventiva arrestando centinaia di manifestanti, tra cui i leader Abhijeet Dipke, Saurav Das e Ashutosh Ranka, prelevati dalla polizia direttamente a bordo di un aereo appena atterrato a New Delhi da Mumbai.

Dipke ha denunciato la situazione con vigore, affermando che “Narendra Modi ha paura dei giovani della nazione” e interpellando i giornalisti su perché il premier si stesse rifugiando dietro misure così drastiche se avesse fiducia nel suo operato. Ha chiesto: “Vogliono forse dichiarare guerra al popolo del loro stesso Paese?” La polizia ha poi costretto Dipke, durante la custodia cautelare, a fronteggiare la notizia della morte improvvisa di sua nonna, condizionando il suo rilascio alla partecipazione ai funerali.

Mentre il divieto assoluto di assembramento veniva annunciato, piccoli gruppi di studenti riuscivano comunque a violare i cordoni di sicurezza, sottolineando che “siamo una democrazia eppure le proteste pacifiche vengono represse con la forza”. Le parole di Tanya Negi, una studentessa universitaria, fanno eco a un malcontento crescente tra i giovani indiani.

La situazione ha scatenato l’indignazione tra i leader dell’opposizione, con Rahul Gandhi e Shashi Tharoor che hanno criticato aspramente l’operato del governo. Tharoor, in particolare, ha evidenziato l’assurdità della repressione, affermando che un governo sicuro dovrebbe affrontare le domande sulla legittimità delle proprie elezioni, piuttosto che trasformare la capitale in una fortezza.

Nonostante l’intenso stato di emergenza, il movimento dei «scarafaggi» non sembra intenzionato a farsi tacere, promettendo di continuare la lotta per i diritti dei giovani indiani.

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