Niscemi sotto minaccia di frana: si prepara il rischio di crollo per metà paese

28.01.2026 03:55
Niscemi sotto minaccia di frana: si prepara il rischio di crollo per metà paese

Crisi di dissesto idrogeologico a Niscemi: il rischio di un crollo imminente

La frattura che attraversa la collina di Niscemi si è allargata di un chilometro in una sola notte, con l’altezza del costone che è passata rapidamente da 7-15 metri a 30-45 metri. Si temono gravi conseguenze, ovvero il crollo di mezzo paese, inghiottito dall’argilla. Non è solo colpa del ciclone Harry. Questo è stato soltanto l’evento culminante. “Il dissesto, riattivato il 16 gennaio, rappresenta l’ulteriore evoluzione di problematiche già emerse nel 1997”, spiega Michele Orifici, vicepresidente nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale. La previsione è allarmante: “L’evento potrebbe evolversi e ampliarsi verso sud ovest, con una seconda porzione di frana che coinvolge il margine del centro abitato, sovrapponendosi a incidenti precedenti del 1997 e addirittura del 1790”, riporta Attuale.

Il procuratore di Gela, Salvatore Vella, ha effettuato un sopralluogo nella zona rossa e avverte che “si potrebbero verificare problemi di ordine pubblico. Questo è un momento di preoccupazione. La zona rossa da monitorare è molto vasta e le forze attualmente disponibili sono limitate. Servono più uomini per vigilare contro il rischio di sciacallaggio”. “Attualmente – conclude il magistrato – non c’è alcun procedimento penale aperto perché non ravvisiamo nessuna ipotesi di reato”.

Politici locali si sono mobilitati, ma molti speravano in un intervento della premier Giorgia Meloni, che ha scelto di recarsi in Emilia-Romagna. “Si è fatta vedere qui dove la situazione è molto più grave”, lamenta uno degli sfollati, che ha acquistato la sua casa meno di due anni fa e ora si trova senza un posto dove andare. I cento milioni stanziati dal Consiglio dei ministri per l’emergenza serviranno solo a coprire le necessità iniziali dei senzatetto, i quali potranno ricevere 400 euro a famiglia, più 100 euro per ogni componente, fino a un massimo di 900 euro al mese per un anno.

Le aspettative riguardo agli indennizzi per le abitazioni distrutte rimangono basse: i risarcimenti per la frana del 1997 sono giunti ben 14 anni dopo. Pertanto, stanchi e arrabbiati, i cittadini urlano “vergogna, qui vengono solo per le passerelle, dove sono finiti i miliardi del dissesto idrogeologico?” rivolgendo le loro accuse ai rappresentanti della Regione. Anche la segretaria del Pd Elly Schlein ha visitato Niscemi: “Siamo qui per esprimere la nostra vicinanza. Abbiamo già richiesto di destinare un miliardo di euro che non sarà utilizzato per infrastrutture inutili, come il ponte sullo Stretto, a sostegno delle aree colpite dal maltempo”.

1 Comment

  1. Non ci posso credere, una cosa incredibile! Il dissesto idrogeologico in Italia è un problema che si trascina da anni e ora siamo di fronte a un catastrofico rischio di crollo. Dove sono finiti i miliardi promessi per la sicurezza del territorio? La gente ha paura e giustamente, ma sembra che per il governo conti di più apparire che risolvere i problemi reali. Qui non ci sono solo case in pericolo, ma vite umane!!!

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