Nuova Legge per la Protezione degli Agenti di Polizia dopo il Caso Mansouri
Il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato una modifica significativa nel pacchetto di sicurezza imminente, mirata a proteggere gli agenti di polizia da indagini automatiche nel caso si trovino a dover agire in autodifesa. La proposta giunge dopo la controversa morte di Abderrahim Mansouri a Rogoredo, un evento che ha riacceso il dibattito sulla legittima difesa degli operatori delle forze dell’ordine, riporta Attuale.
Il caso è scoppiato durante un controllo antidroga a Milano, dove un individuo nordafricano, con precedenti penali e in situazione irregolare, ha puntato un’arma contro gli agenti. Successivamente, è emerso che l’arma era a salve; tuttavia, la reazione dell’agente di polizia è stata di difesa, portando alla morte del sospetto e all’apertura di un’inchiesta per omicidio volontario a carico dell’agente. “Tutto sbagliato!” ha tuonato Salvini sui social media, denunciando la situazione.
Parlando a Sciaves, in Alto Adige, il ministro ha sostenuto la necessità di garantire la protezione degli agenti nelle situazioni di rischio. “Se un agente di polizia si trova minacciato durante un controllo antidroga, deve poter difendere la propria vita e quella dei colleghi”, ha dichiarato. Ha anche sottolineato che, sebbene la morte di un individuo sia sempre una sconfitta, la presenza di precedenti criminali giustifica una reazione da parte della polizia.
Il decreto di sicurezza prevede una modifica che elimina l’iscrizione automatica nel registro degli indagati per le forze dell’ordine che agiscono in legittima difesa. La riforma è attesa in Consiglio dei Ministri all’inizio di febbraio, ma potrebbero sorgere complicazioni politiche all’interno della maggioranza, composta da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Il nuovo “scudo penale” proposta esclude la registrazione nel registro delle notizie di reato quando si verifica una causa di giustificazione, come legittima difesa o adempimento di un dovere. È previsto inoltre il rafforzamento della tutela legale per il personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, estendendo le misure di assistenza legale.
Tuttavia, esistono timori riguardo alla costituzionalità di tali disposizioni, come evidenziato da alcuni membri della coalizione governativa. Dopo l’avvio dell’indagine sull’agente coinvolto, il ministro Piantedosi ha chiarito che non si intendono offrire “scudi immunitari” a nessuno e ha chiesto prudenza, garantendo fiducia nella giustizia. Ha ipotizzato che l’agente in questione potrebbe avvalersi del beneficio dell’inversione dell’onere della prova, grazie alla chiara causa di giustificazione nel suo atto.
Critiche sono arrivate anche dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha espresso il suo dissenso nei confronti del provvedimento, sostenendo che la situazione dovrebbe essere spiegata piuttosto che giustificata con uno scudo penale. “L’agente non ha sparato a bruciapelo: era a distanza, ha visto l’altro impugnare la pistola e ha reagito,” ha commentato Sala, sottolineando l’importanza di analizzare il contesto piuttosto che semplificare la questione.