Nordio accusa il Csm di avere un meccanismo para-mafioso, scoppia la polemica

15.02.2026 17:25
Nordio accusa il Csm di avere un meccanismo para-mafioso, scoppia la polemica

Il dibattito sulla riforma della Giustizia in Italia si intensifica

Roma, 15 febbraio 2026 – Il dibattito sulla riforma della Giustizia si infiamma a meno di un mese dal referendum. È polemica con le ultime dichiarazioni di Carlo Nordio. Dalle pagine del Mattino di Padova, il ministro della Giustizia difende il meccanismo del sorteggio per il Csm, introdotto dalla legge costituzionale da lui promossa: “Rompe questo meccanismo para-mafioso, questo verminaio correntizio, come l’ha definito l’ex procuratore antimafia Benedetto Roberti, poi eletto con il Pd al Parlamento europeo. Un mercato delle vacche”, riporta Attuale.

Nordio sottolinea che lo scandalo Palamara ha rivelato questo marciume: “Hanno messo il coperchio su questo scandalo, 4 o 5 disgraziati costretti alle dimissioni e poi nulla è cambiato”. Il ministro accusa una “consorteria autoreferenziale” all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura, influenzata dalle correnti che fungono da “strumenti di potere e carriera”. Secondo Nordio, il 97% dei magistrati è iscritto all’Anm, una “percentuale bulgara”. Chi non si iscrive, avverte, non ha possibilità di carriera, e durante le elezioni del Csm “iniziano le telefonate”.

“Se un magistrato va davanti alla sezione disciplinare, può trovare chi gli ha chiesto il voto viceversa. Se non ha un ‘padrino’ è finito, morto”, aggiunge. Secondo Nordio, il sorteggio “rompe questo meccanismo ‘para-mafioso’, questo verminaio correntizio”.

Il riferimento alla mafia scatena critiche immediate. L’Associazione Nazionale Magistrati risponde: “Nordio ha deciso di avvelenare i pozzi accusando i magistrati di usare metodi paramafiosi, paragonando l’elezione dei componenti del Consiglio superiore della magistratura ai comportamenti della criminalità organizzata. Le sue parole offendono la memoria di chi ha perso la vita per lottare contro la mafia e mortificano il lavoro dei magistrati che ogni giorno mettono a rischio la propria incolumità per difendere la collettività”.

Reazioni negative arrivano anche dalle opposizioni parlamentari. Elly Schlein, segretaria del Pd, commenta: “Stamattina ci siamo svegliati con un’intervista del ministro Nordio che assimila i magistrati ai mafiosi. Ci aspettiamo che Meloni prenda immediatamente le distanze da queste parole. Ci aspettiamo le scuse da parte del ministro”. Schlein afferma che le parole del guardasigilli “insultano la storia di tanta magistratura che si è battuta per anni contro le mafie”.

Da parte del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte interviene: “Incredibile vedere un governo che getta fango e ombre sulle Istituzioni e sui servitori dello Stato. Ha gettato fango su Gratteri, un magistrato che rischia la vita per la lotta contro le mafie”.

Angelo Bonelli, deputato di AVS, accusa Nordio di essere “indecente” e di aver “parlato di sistema paramafioso nella magistratura”, sottolineando che la sua riforma ha ridotto gli investimenti sulle intercettazioni, creando ostacoli per chi combatte la mafia e la corruzione.

Nordio replica alle polemiche, affermando: “Non capisco tanta indignazione scomposta. Mi sono limitato a citare le affermazioni di Nino Di Matteo, riprese da fonti non vicine a noi nel settembre 2019. Altri esponenti del ‘partito del No’ si sono espressi in modo anche più brutale. Ne faremo un elenco e lo pubblicheremo”.

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